Un vecchietto, la mafia e un elefante

Allan Karlsonn proprio non ci sta a festeggiare il centesimo compleanno nella casa di riposo in cui soggiorna. La vita è fuori che aspetta di essere vissuta, e le energie non gli mancano. Senza pensarci troppo, quindi, inforca le pantofole, apre la finestra, la scavalca e parte all’avventura. L’ennesima, perché al protagonista de Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve di Jonas Jonasson la tranquillità non è mai piaciuta molto: l’ormai anziano uomo ha attraversato il Novecento partecipando ai piú importanti eventi storici, trovandosi sempre nel posto giusto al momento giusto. Spesso ha anche condizionato la Storia convincendo questo o quel dittatore a fare o non fare determinate azioni. Riuscí, per esempio, a entrare nelle grazie del generale Franco in Spagna durante la guerra civile. Con spontaneità, e anche con un pizzico di ignoranza e ingenuità, conquistò la fiducia del presidente americano e di quello russo, partecipò alla caduta del muro di Berlino e al progetto Manhattan. Insomma, un uomo cosí, costretto nelle grinfie della perfida direttrice della casa di riposo, cosa potrebbe fare, se non scappare? Sí, ma per dove? Allan ancora non lo sa, ma è sicuro che la nuova avventura inizierà alla stazione dei pullman: con i pochi soldi che ha in tasca compra un biglietto per non-sa-dove. Ticket in mano, incontra un giovane punkettaro (non me ne vogliano) che gli affida la valigia per andare in bagno. Nel frattempo, però, il pullman è arrivato e lui deve partire. Ed è cosí che l’avventura di Allan inizia, con il furto di un trolley pieno di banconote a un membro della mafia. Il viaggio del centenario non continuerà in solitaria, ma coinvolgerà altri insoliti personaggi, tra cui un elefante. Un libro esilarante che tiene il lettore incollato alle pagine fino alla fine. Alcuni criticano lo scrittore per non aver rispettato la verità dei fatti storici ma, dude, è un romanzo, non un saggio!
Da poco è uscito nelle sale l’omonimo film, che non sembra essere un successo ma, anzi, un flop.

Marta Negri

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