Geografia e lustrini

Secondo preappello di Diritto appena finito. Giusto un’ora di relax prima della lezione di Management (#alizzi4u).
Si dovrebbe studiare qualcosa o andare avanti con il Project Work, ma la scelta ricade sul bar dell’università: luogo di relax per le indaffarate menti e ulteriore sollazzo per i fancazzisti, nonché loco in cui è possibile rendersi conto dell’andamento della media intelligenza universitaria. Inutile dirlo: a volte la media affonda, e alla grande.
Tu sei lì, tranquillo. Un caffè, una sigaretta. La mente si svuota pian piano.
Quand’ecco che arrivano cinque esemplari femminili, rispondenti in tutto e per tutto alle caratteristiche basiche della matricola “sto su ’na passerella”: fronte luccicante, trucco perfetto, tinta Garnier Belle Color deluxe Miley Cyrus version, lenti da sole con area di svariati metri quadrati, vestiti firmatissimi, borsetta di marca capacità 100 litri, sorriso ebete stampato sul volto (muso in certi casi), dai sette agli ottocento euro di arnese videochiamante in una mano, Marlboro light (dannate siano) nell’altra.
Tempo un minuto e vengo attratto dalla loro conversazione. Parlavano di geografia, loro, ma in che modo: «Ma il Marocco non è in Asia? Vuoi dirmi che è in Africa? Scusa, non è nella vicina Asia (leggi Medio Oriente)? Come in Iran che hanno la pelle scura…»
«L’Egitto è in Africa?! Ma lì c’è la guerra! E la guerra c’è in Asia!»
«Da dove viene *$*%&*$? Ah sì, dal Perù! Quindi parla peruviano? Perché in Brasile parlano brasiliano.»
«Dov’è il Perù? Spagna? No, Sud America! Ma boh…» «Ma in Brasile non si parla il brasiliano?»
«Sì, ma è portoghese.»
«Dai… io pensavo che il brasiliano fosse diverso dallo spagnolo e dal portoghese.»
«L’Italia è uno stato? No, perché sento parlare di paese italiano. Quindi mi confondo.»
«La Russia è in Asia? In Europa? Noooo! La Russia è Russia! È Unione Sovietica! Però l’Ucraina non voleva diventare Europa? L’Ucraina è divisa a metà!»
«Allora, aspetta. La capitale della Cina è… Pechino! Brava, del Giappone? Tokyo! E Shangai? È una città del Giappone.»
«La capitale del Messico? Mexico City! No! Texas! Giusto! Ma però c’è anche Mexico City.»
Poi una di loro, guardando il cellulare si blocca: «Oddio, guarda come ha scritto ‘Freud’. Che ignorante!» Tesoro, il punto non è come lui o lei abbia scritto ‘Freud’.
Comprendi?

Emanuele Secco

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