Gianni è morto

«Gianni, l’ottimismo è il profumo della vita».
Così termina una nota pubblicità e cosí inizia questa mia riflessione ad alta voce. Nelle ultime settimane, io e i miei colleghi del primo anno della magistrale in Editoria e Giornalismo abbiamo avuto modo di conoscere i grandi del mondo televisivo, editoriale e giornalistico. Con queste personalità abbiamo potuto confrontarci su quello che è stato il loro percorso, ormai impossibile perché vecchio di un secolo. Quasi la totalità di queste persone si è mossa all’ interno di questi mondi direttamente, bussando alla porta e consegnando un curriculum vitæ quasi spoglio dimostrando, però, una forte voglia di fare.
Inutile dire che tutto questo è bellissimo da ascoltare perché, da persona attiva e con molta voglia di mettersi alla prova, ho pensato che allora c’è posto anche per me in queste grandi realtà. Peccato che, alla fatidica ultima domanda «Possiamo inviare il curriculum vitæ per uno stage?», la risposta sia sempre la stessa: una risata, piú o meno sonora, e poi il consiglio «Nessuno vi vieta di inviarlo, ma sappiate che, visto il difficile periodo, lo staff è al completo».
La prima reazione, da parte mia, è sempre un restare a bocca aperta e poi un piú gentile «Ma che ca…»; prima mi dite che un ricambio generazionale è auspicabile e, anzi, necessario, e poi mi sbattete la porta in faccia in questo modo? Ovviamente la risposta non si limita a un piú o meno sottinteso ‘no’: il consiglio è sempre quello di eccellere in ogni nostro hobby, di dimostrare di avere quel qualcosa in piú degli altri.

Quello che mi viene da pensare è: la concorrenza in questo mondo è spietata, va bene, l’ho accettato da tempo, sgomitare per emergere dal gruppo è una condizione che posso sopportare e alla quale posso sopravvivere anche bene; ma vorrei da queste persone dei messaggi che non si limitino solamente al classico abbiate fede o ai soliti banali consigli: vorrei che trovassero spazio per noi giovani (in generale) nelle loro realtà aziendali nonostante il periodo nero. Vorrei un segnale di buona disposizione verso di noi, le nuove leve, non solo a parole, ma a fatti concreti. Magari siamo noi gli stupidi che studiano al fine di arricchire le proprie conoscenze sperando, un giorno, di approdare al mondo del lavoro che vogliono; forse, però, ha ragione colui che il sabato pomeriggio sta in mezzo al campo arato aspettando la venuta degli alieni (è realmente avvenuto nella campagna lombarda). Per tornare alla frase di apertura, l’ottimismo sarà pure il profumo della vita, ma come ogni profumo, dopo qualche ora (in questo caso dopo alcuni mesi) svanisce e l’odore di sudore torna a farsi sentire.

Marta Negri

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