Slogan conservatori e Borghezio

Quando sento le parole «difesa delle nostre tradizioni» o «dobbiamo difendere la nostra cultura dall’invasione straniera» mi viene da vomitare. Aspettate, prima di mettermi alla gogna lasciatemi spiegare.
Non ho nulla contro lo studio e la conservazione del passato, delle tradizioni che un popolo porta con sé. E gestendo una rubrica che ha come tema principale quello storico non potrei pensarla diversamente, no?!
Ciò che mi conturba, in realtà, è come gli slogan in difesa del proprio passato saltino fuori solo quando si tratta di fare propaganda politica, quando si deve trovare un nemico per unire il popolino sotto un’unica bandiera e arrivare, così, a un buon risultato elettorale.
Pompei cade a pezzi, gran parte del nostro patrimonio culturale versa in condizioni pietose, ma per questi fatti la politica non si scomoda, non fa comizi, non indice grandi manifestazioni. Niente di niente.

Difendere le NOSTRE tradizioni. Certo, ma quali? Parliamo forse della matematica, dei numeri? No! Quelli sono arrivati dagli Arabi, e prima di loro dall’India. Giusto. Parliamo forse della scrittura? No! Anche quella viene dalla rinomata bassezza culturale del Medio Oriente.
Parliamo forse… finiamola una buona volta. Dobbiamo solo renderci conto che ogni aspetto della nostra vita è il frutto della compenetrazione di elementi culturali diversi, ben distanti fra loro. Ma si sa, non tutti riescono a immaginare uno scenario simile. «Dobbiamo difendere la religione» griderete. «Il cristianesimo non è l’ingrediente di un cocktail! Non può e non deve mischiarsi ad altre schifezze!». Sì, come se il cristianesimo non fosse di suo un bel minestrone studiato e omologato a tal punto da favorire la conversione dei popoli pagani, includendo al suo interno elementi presi da questi ultimi.

E poi ti vedi Borghezio, Lega Nord, che tiene comizi in compagnia dei neonazisti e partecipa ai loro raduni di cucito. Vedi questo e pensi che Borghezio è ancora europarlamentare, l’ultima volta salito a Bruxelles grazie anche ai voti di Casa Pound. Poi senti echi fascisti per le strade italiane, adesivi, cappellini, sciarpe, borse, striscioni e teste rapate, tutti firmati Duce&Gaby. Si assiste alla rinascita di fiammelle nazionaliste, a risultati sconvolgenti per quanto riguarda le ultime elezioni europee.
Ma sì, forse è meglio convincersi che tutto questo sia normale. Mandiamo pure in vacca l’abbattimento delle frontiere. Rimaniamo pure a zappare il nostro orticello. Tutto andrà bene. Parola di scout.

Emanuele Secco

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