Uomini e topi

Steinbeck aveva in mente di intitolare questo breve romanzo Something That Happened. La sua intenzione era quella di raccontare un episodio della vita di tutti i giorni ambientato nel panorama della California del primo dopoguerra, imponendosi di imbastire una storia convincente e ricca di pathos senza allargarsi in considerazioni su come avrebbero potuto o dovuto andare le cose, ma attenendosi semplicemente ai fatti. Solo in un secondo momento decise di andare in prestito di un verso del poeta scozzese settecentesco Robert Burns, Of Mice and Men, per proporre un’allegoria della condizione umana, spiegando il destino di certi uomini buoni e di buona volontà che finiscono, senza un perché, per essere travolti dalla vita.

Pensato per un pubblico che non sapeva né leggere né scrivere e di fatto impostato affidando la narrazione quasi esclusivamente al parlato dei protagonisti, il romanzo è ambientato in un ranch della California dove George Milton e Lennie Small, due braccianti itineranti attraverso le campagne americane, sono giunti cercando lavoro. L’incanto della natura, dei suoi scorci tranquillizzanti e perenni – unico asilo che accoglie indifferente la sofferenza e l’assenza di prospettive e di cambiamento – fa da sfondo a un dramma che si consumerà senza motivo, se non la stupidità degli uomini. L’onesta animalità di Lennie Small, un gigante dalla mente di un bambino che non ha alcun potere sulle proprie azioni, e la dolorosa intelligenza di George Milton s’intrecciano indissolubilmente nel necessario bisogno di credere in un futuro dove il sogno che entrambi hanno di possedere un podere dove vivere in pace potrà alla fine realizzarsi. Ma i presagi disseminati lungo il racconto non provano a nascondere quella che sarà un’inevitabile conclusione, e il sogno infranto di Lennie e George non è altro che la rappresentazione di una sconfitta di fronte al mistero dell’esistenza e l’imprevedibilità delle forze che governano l’universo.
Uomini e topi costa poco e si legge in un pomeriggio… anche in spiaggia. Andate a comprarlo, su!

Veronica Albarello

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