Chiara ha detto no a Trenitalia e sì a Bla Bla Car

05:30 del mattino, tutto è pronto per la partenza. 06:00, chiusa la porta di casa si imbocca la strada verso la fermata dell’autobus che arriva, quasi in anticipo, alle 06:15. Raggiunta Porta Nuova e acquistati i biglietti, non resta altro da fare che aspettare comodamente sedute la partenza del treno, direzione Bologna. Sono le 07:01 e il convoglio parte in orario. Si dorme tranquille per circa un’ora poi, arrivate a Bologna, ci aspetta un’ora buona di attesa prima dell’inizio del vero viaggio. Alle 09:45, puntuale, arriva il passaggio per Perugia. Passaggio sì, perché per risparmiare si fa qualsiasi cosa ed è così che abbiamo iniziato a usare Bla Bla Car. Sotto la guida della nostra Francesca, e convinta dai prezzi dimezzati rispetto a quelli del treno, mi accingo a usare per la prima volta questo servizio. La tensione è molta, non lo nego, e a ogni mossa dell’autista sono pronta ad aggrapparmi allo zaino per non iniziare a urlare parolacce. Dopo una decina di minuti, però, capisco che il ragazzo alla guida non è uno spericolato e cerco di rilassarmi per quanto possibile. Mai pensiero fu più sbagliato. Arrivati in Umbria scopriamo che l’autostrada è un disastro ed è pure chiusa per un lungo tratto; la strada su cui veniamo indirizzati è, ovviamente, una strada stretta tutta tornanti e curve cieche. Ciliegina sulla torta: davanti abbiamo un camper. Spazientito dalla lentezza del mezzo che ci precede, il baldo autista cerca il sorpasso; nei pressi di una curva cieca decide che è il momento buono per tentarlo e io decido che la mia esperienza con Bla Bla Car può anche concludersi qui. Superato il mezzo, il viaggio procede tranquillo fino a Perugia. L’unico pensiero che mi tiene incollata al sedile è che l’alternativa sarebbe percorrere a piedi i chilometri mancanti con zaino, borsa e borsone in spalla. Arrivate a Perugia, ci aspettano quattro giorni pieni di eventi, lavoro e tanto, tanto cioccolato. Al festival internazionale del giornalismo a farla da padrona sono i Baci Perugina e le mini barrette di KitKat che aspettano, ansiose, che qualcuno le prenda. All’entrata della sala stampa ci sono enormi boccioni di vetro ricolmi dei prelibati cioccolatini con le nocciole che rendono ogni momento passato lì dentro degno di essere vissuto. Dopo tanta dolcezza però è venuto il momento di salutare la città e il cioccolato. Un altro viaggio con Bla Bla Car, iniziato con ben 35 minuti di ritardo, ché se prendevo Trenitalia ci mettevo meno. Per fortuna questa volta l’autista guidava bene e la conversazione è stata piacevole. Arrivata a Verona alle 23.30 finalmente posso dormire.

Marta Negri

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