Gli italiani la fanno, quasi, sempre meglio

Soffice, sottile, margherita o al prosciutto. Può essere farcita in mille modi e gustata in occasioni e luoghi diversi; c’è quella da asporto, da gustare in compagnia degli amici al parco in una giornata di sole e c’è quella ordinata al ristorante durante una cena romantica. Si parla della pizza, il cibo italiano più conosciuto e più imitato al mondo. In queste settimane è stata anche oggetto “beffe”, a detta di alcuni, da parte di una pubblicità di McDonald’s. Come la facciamo in Italia (non “noi italiani”, noi nel nostro Paese, perché di pizzaioli di nazionalità italiana ne sono rimasti pochi), è un lavoro che a quanto pare non piace, ma non è questo il momento di trattare l’argomento. Concentriamoci sul cibo, sulla sensazione piacevole che si ha quando si addenta una fetta di pizza calda. È un alimento completo e nutriente che fa subito pensare al weekend e alla libertà da impegni e lavoro. Tutto bellissimo, certo, tranne quando vi trovate in un college, a mezz’ora di autobus da Miami, avete 15 anni, non potete andarvene in giro da soli a procacciarvi cibo e l’unica via possibile per scampare all’appiccicosa pasta della mensa è quella di ordinare la pizza a domicilio. Non so come, non so chi, ma alla fine riuscimmo nell’impresa di ordinare la pizza, rigorosamente margherita perché ogni altro gusto era improponibile e incomprensibile. A tempo di record si presenta alla porta della camera, che condividevo con altre due ragazze, il fattorino con il nostro cibo! La fame era molta e avremmo mangiato qualsiasi cosa, quindi, una volta salutato il ragazzo, abbiamo aperto le scatole e… orrore! La pizza era untissima: se si prendeva una fetta con le mani e la si piegava per mangiarla, iniziava a trasudare olio da qualunque lato. Arrendersi non si poteva, la mensa era chiusa e quella era l’unica fonte di sostentamento. Armate di coraggio iniziammo a mangiare. La mozzarella non era mozzarella: le somigliava nel sapore sì, ma il retrogusto era quasi di plastica; la passata di pomodoro era quasi quella originale, insomma, pomodori schiacciati, e fin qui tutto (quasi) bene; la pasta però non si poteva mangiare: alta, spessa e spugnosa, nulla a che vedere con la pasta sottile cui siamo abituati. La cosa peggiore però era lo strato verde presente tra la mozzarella e il pomodoro. Se alla vista era celato, al palato non si poteva nascondere la presenza dell’origano: sotto il pesante strato di mozzarella si nascondeva un prato della pianta aromatica per eccellenza. Ho imparato la lezione: mai cedere al fascino del cibo italiano in America.

Marta Negri

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