Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante

O ingenuo spettatore che ti appresti a vedere Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante, questo articolo è per te, per impedirti di commettere il mio errore: guardarlo senza le dovute precauzioni e non apprezzarlo neanche un pochino.
Devi sapere, innanzitutto, che il regista Peter Greenaway ha un background pittorico: tutti i suoi film, dunque, hanno riferimenti molto precisi all’arte. In questo caso ci troviamo in un ristorante, Les Hollandais, di comproprietà del cuoco Richard e del gangster Albert Spica. Quest’ultimo cena lì ogni sera, insieme alla moglie Georgina e ad altri suoi sgherri, e coglie l’occasione per comportarsi sempre in modo violento e volgare. Il modello qui è un quadro di Paolo Veronese, La cena a casa di Levi.

Il film si apre all’esterno del ristorante, che somiglia quasi a un palcoscenico. Possiamo avvicinarlo, infatti, a un’opera teatrale: la vicenda si svolge quasi tutta in un solo luogo (fatta eccezione per il magazzino di libri nel quale gli amanti si nascondono), nel giro di una manciata di giorni, e con una trama piuttosto lineare. La moglie di Albert, Georgina, inizia una relazione con uno degli avventori del ristorante (Michael, che cena sempre da solo insieme a una pila di libri) sotto gli occhi ignari del marito. Richard, che disprezza profondamente il suo socio, li aiuta permettendo loro di incontrarsi nelle cucine del ristorante. Come potrai immaginare, la cosa non può che finire male.

Non è un film facile: occorre un po’ di tempo per abituarsi alle continue scene di violenza (una delle prime mostra un poveretto preso da Albert e dai suoi sgherri appena fuori dal ristorante e inzaccherato da testa a piedi con escrementi vari: bon appétit!), che proseguono in crescendo fino all’ultima – a voler ben vedere, non ci si abitua mai del tutto. Il cibo è presentato in maniere altrettanto grottesche, nelle immense provviste del ristorante, nel camion di carne avariata col quale tentano la fuga gli amanti, nel tono con cui Albert pronuncia (storpiandoli) i nomi dei piatti di belle cuisine del ristorante. Per stomaci forti (che io, evidentemente, non possiedo).

Ilaria Bertoni

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