Sessione d’esami estiva

Ogni anno, verso maggio, qualcuno ha la geniale idea di uscirsene con frasi come: «Che bello! Manca pochissimo all’estate». Probabilmente questo qualcuno rientra tra gli amici già laureati o tra quelli che hanno scelto di dedicarsi al favoloso mondo del lavorovero.
Prima di un’esclamazione simile bisogna però considerare l’interlocutore, perché potrebbe suscitare nello studente universitario la stessa reazione di frasi come «Ma tu a capodanno che fai?» dette il 30 dicembre.

Il suddetto studente, ai primi caldi, viene generalmente assalito da una morsa al collo, non certo dovuta all’afa, ma piuttosto all’imminente arrivo della Sessione d’Esami Estiva. L’altrimenti detta “SEE” (che sta per «SEE… cor cazzo che fai tutti ‘sti esami a luglio») è la Bestia Nera dell’anno accademico, perché costringe lo studente a rivoluzionare la sua giornata tipo. Il motto diventerà: «Il mattino ha l’oro in bocca». Non ci crede, ma deve riuscire a trovare un posto per studiare in Frinzi, dove bisogna arrivare alle 6 del mattino, coltelli in bocca come i peggio pirati della flotta di Capitan Uncino e paracolpi come nell’hockey. Magari tenta anche la furbata e lo cerca in Emeroteca: scende gli scalini uno a uno, li spizza come farebbe un giocatore di poker con le sue carte, percorre il corridoio lungo e stretto che lo separa dal suo destino, supera la porta che inspiegabilmente si apre sia tirando che spingendo (facendo evitare figure di merda), entra nell’aula studio rotonda. A questo punto gli occhi gli bruciano un po’, sia per l’alzataccia che per l’adattamento alla luce improvvisa; ma non importa: come un vero guerriero avanza per cercare un posto libero, ruotando in senso anti orario. «Wow – pensa – sembra che non ci sia nessuno!», ma subito si accorge di un elemento che ricorre su tutti i tavoli della sala: il bigliettino prenota-posto. Sconsolato e con un filo di nausea per aver girato in tondo in “emero”, lo studente se ne torna sui suoi passi, direzione bar: c’è bisogno di un caffè. Ha una sola domanda che gli frulla in testa: «Quelli che hanno il bigliettino per il posto in Frinzi, sono almeno nei paraggi della biblioteca o si fanno SOLO tenere lo scanno?». Quasi non fa in tempo a finire il pensiero che… Eccoli lì, spiaggiati come otarie nella baia di San Francisco, inseguendo il sole con le sedie del bar come i girasoli dei campi sulla strada per il lago. I Prenotatori di Posto Compulsivi sono in zona, allora!

Non resta altro che unirsi a loro, farseli amici e sperare in un’abbronzatura da sessione d’esami. E poi si sa, il sole del mattino è quello che fa bene!

Rebecca De Conti

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