Wake me up when September ends

Nelle settimane che precedono l’inizio delle lezioni, nel giardino della mensa, si respira un clima diverso, nuovo ogni autunno e allo stesso tempo rassicurante, perché la “campanella” delle prime lezioni di ottobre è ormai una delle poche certezze della vita di ogni studente. Qualche timida foglia ingiallita inizia a cadere dal suo albero e il sole ci degna sempre meno della sua presenza.
Il rientro dalle vacanze non è facile per nessuno e per curare questo male ci sono gli amici, unica vera medicina, a cui si può raccontare onestamente delle ferie appena trascorse e, i più fortunati, di inciuci e amori estivi. Se tra ragazzi la conversazione potrebbe iniziare con un «Com’è andata allora, veccio?» e nelle migliore delle ipotesi si concluderebbe con un grugnito da parte di uno dei due “partecipanti”, tra ragazze la pratica è decisamente diversa.

Quale posto migliore del bar dell’Universitá, quindi, per un incontro-confessionale?
Dopo una serie imprecisata di baci e abbracci, seguiti da innumerevoli complimenti quali: «No cioè amo ma sei nera!», «No ma amo quanto sei magra?» (sull’onesta dei quali non mi soffermeró), inizia finalmente il racconto, ovviamente dettagliato e preciso che nemmeno la puntata pilota di Law & Order .
L’amica, intenta a non distrarsi e quasi a calarsi nella parte, prende mentalmente appunti perché ogni passaggio è fondamentale e da un momento all’altro potrebbe essere il suo momento. Ci siamo quasi…

«Tu cosa ne pensi? Lo rivedrò?» Ecco. L’amica raccoglie le idee e si fa vedere pensierosa ma in realtà sta semplicemente cercando di ricordare tutte le lezioni dei film d’amore più famosi della storia: «Grease… cantavano troppo per poterne trarre qualcosa di interessante; Notting Hill, giocano facile lei è un’attrice, può fare quello che vuole; Bridget Jones… No dai, eccessivo». La risposta non è facile da trovare e non c’è abbastanza tempo per ripassare tutte le canzoni di Venditti, quindi prende il toro per le corna e balbetta un vago: «Guarda amo, onestamente queste cose non seguono una regola, vanno un po così ecco…».
«Hai ragione, tesoro! Sapevo di chiedere un consiglio alla persona giusta! Quindi… Chi vivrà, vedrà!». È andata, se l’è bevuta. Che figurone ragazzi! Automaticamente ragiona su come siano cambiati i tempi rispetto ai film sopra citati: nessuna promessa d’amore eterno e nessun coinvolgimento della Luna per sentirsi sotto lo stesso cielo; oggi solo amicizia su Facebook e «That’s all folks!». In ogni caso, anche per quest’anno il “racconto” ce lo semo levato dar cazzo.

Rebecca De Conti

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