L’universo in una stanza: Qui, Richard McGuire

Questo mese, cari lettori, si parla di graphic novel. Chi storce il naso al pensiero di paragonare un fumetto a un buon romanzo si dovrà ricredere, perché Qui di Richard McGuire (edito in Italia da Rizzoli Lizard – ormai Mondazzoli?) presenta una complessità tale da fare invidia a buona parte dei libri che si vedono pubblicare di questi tempi (Newton Compton, mi leggi?).

Here nasce come una striscia a fumetti, pubblicata dal 1989 su una rivista specializzata, e si fa subito notare per il modo rivoluzionario di disporre cronologicamente le storie: i riquadri, invece di succedersi uno dopo l’altro, si sovrappongono. Ciascuna delle finestre è ambientata in un anno diverso, mentre il luogo rimane lo stesso. La graphic novel prende questo principio e lo amplia, trasformandolo in un progetto con circa trecento pagine a colori.

(per farvi capire meglio il meccanismo: c’è anche chi ne ha tratto un cortometraggio)

Qui è l’angolo di un soggiorno, in una casa qualsiasi: un divano e una finestra sulla sinistra, un caminetto sulla destra. Il vero protagonista, in quei pochi metri quadrati, diventa il tempo: dalla creazione del mondo alla sua fine, con salti temporali anche di secoli o millenni, McGuire racconta la storia vista dalla casa, soffermandosi sulle piccolezze della vita famigliare di chi la abita (l’ombrello dimenticato in un giorno di pioggia, una barzelletta raccontata agli amici), mentre i grandi accadimenti rimangono sullo sfondo. La guerra d’indipendenza americana, per esempio, finisce col diventare un battibecco tra padre e figlio. Il tempo si dilata e restringe in maniera molto simile alla memoria: quante volte ricordiamo dei particolari con una precisione sorprendente e quante volte la “vera storia” ci attraversa senza toccarci davvero?

Scorrendo le tavole per la prima volta non è facile trovare una logica nella loro disposizione; con il giusto spirito di attenzione, però, si iniziano a riconoscere le microstorie che vanno a comporre il libro, e alla fine lo si vorrà sfogliare ancora, e ancora, e ancora. Un vero e proprio universo, racchiuso tra quattro (anzi, due!) mura.

Ilaria Bertoni

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