Voci di pace in una Parigi in guerra

«Salut, la vie est belle?» è usato per dire: «Come stai?». I parigini hanno sempre sulla bocca la parola ‘vita’, anche in contesti che possono sembrare fuori luogo. Questa che state per leggere non sarà una testimonianza di terrore e lacrime; quelli ci sono già stati e li ho vissuti sulla mia stessa pelle, ma il dolore si dimentica. Avete presente la prima volta che vi siete scottati ai fornelli? Non potreste ricordarvi il dolore, nemmeno se vi impegnaste: potreste solamente ricordare la fame che avete avuto nell’essere stati costretti a cucinarvi un altro piatto di pasta.

Ecco, ora è così: il dolore sembra dietro a un vetro, come se certe cose non fossero accadute a me. E adesso siamo tutti costretti a uscire e tornare a vivere, a non lasciarci abbattere dalla paura. Ho capito che solo da essa nasce il coraggio, qualcosa che non avrei mai creduto di possedere. Ma nel mio metro e sessanta, quella notte, uscì in tutta la sua altezza.
Ci sono cose che non voglio dimenticare: la solidarietà delle persone; i grandi occhi dei poliziotti ventenni che cercavano di rassicurarmi; i taxi gratuiti e il padre della mia famiglia ospitante che era venuto a cercarmi tra le vie di Parigi per riportarmi a casa.
Come possono provare odio tutte queste persone? Perché – dopo lo shock – anch’io ho pensato solo questo: «Ho pianto talmente tanto che non ho la forza di odiare nessuno». Mi sono venuti in mente soltanto i bambini siriani e le loro famiglie che dormono tutte le notti per le strade di Parigi e mi sono chiesta quanta paura abbiano dovuto provare. Poi ho pensato a tutti i bambini e ho creduto davvero che non fosse possibile una vita migliore per loro.

Il giorno dopo mi sono alzata, ho scritto a un amico e ci siamo fatti una passeggiata per la città; parlando francese e ridendo alle battute, sono tornata pian piano a vedere Parigi come il luogo magico che è sempre stato.
Qui convivono talmente tante etnie che sembra di camminare per il mondo in ogni quartiere. Perché rovinare tutto cedendo alla diffidenza e all’odio? Mai come ora penso che l’amore sia l’unico modo per sopravvivere; mai come adesso ho compreso il vero significato del detto “Vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo”.

Elisa Bonomi

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