L’anno che verrà

Sessanta giorni circa, qualche ora e una manciata di minuti. Possono sembrare pochi se si parla di conto alla rovescia per la magica notte di San Silvestro.

Sì, sto proprio parlando dell’enigma organizzativo che da secoli manda in crisi l’umanità. Leggenda narra che amicizie si siano spezzate a causa dell’indecisione sui festeggiamenti per Capodanno. Per questo è cosa buona e giusta prendersi in tempo. Solo fino a pochi anni fa mi stupivo nel sentir discutere mia madre e mia zia sulla cena della Vigilia di Natale, in spiaggia il 15 di agosto.

Adesso mi trovo a fare esattamente come loro, a vagliare ipotesi su come passare l’ultima notte dell’anno tra crema solare e sabbia nelle mutande. L’unica essenziale differenza è che loro il menù lo scelgono.

Le grandi feste sono commerciali. Alle feste private non hai mai un’idea precisa di chi presenzierà e potresti trovarti in una situazione sgradevole. Un viaggio è una bella opzione, ma non provo entusiasmo ad urlare il conto alla rovescia nella piazza principale di qualche capitale europea, circondata da sconosciuti e magari in una lingua che non conosco. E poi costa sempre troppo.
Vero anche che la decisione si deve prendere in gruppo. La maggioranza vince. O meglio, la maggioranza alla fine decide di ascoltare quell’unica anima pia che, sotto un notevole stress psicologico, si è fatta portavoce del gruppo.

“Mal comune, mezzo gaudio” e infatti ogni anno tantissime persone si trovano nella mia stessa situazione. Gente sconsolata che dopo gli auguri di Natale ti chiede speranzosa ‹‹Tu cosa fai a Capodanno?›› domanda a cui puoi rispondere solo con un lungo abbraccio per trasmettergli vicinanza, compassione e speranza. A questo punto non resta che aspettare il “Party Organizzato all’Ultimo per coloro che non si sono organizzati”. Detto anche “il salvagente”. Un appartamento sfitto, qualche DJ improvvisato, la corsa alla METRO per la spesa alcolica dopo aver percorso in lungo e in largo la città per raccogliere i soldi di tutti. Gruppi Whatsapp e Facebook che pullulano di proposte culinarie: ‹‹Io faccio la torta salata!››; ‹‹Le lenticchie ci devono essere, piuttosto cucino io!››; ‹‹GRIGLIAMO!›› (nemmeno fosse Pasquetta). La serata scorre piacevole e in un batter d’occhio entriamo nel nuovo anno. Buoni propositi che riempiono l’aria insieme alla soddisfazione di esserne usciti indenni anche questa volta!

Perché scrivere un articolo sul Capodanno a novembre? Elementare, perché sono ancora in alto mare! Lucio Dalla cantava «L’anno che sta arrivando tra un anno passerà…». Abbiamo ancora un po’ di tempo per organizzarci per il 2017. Sereni!

Rebecca De Conti

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