Inside Out: emozioni targate Pixar

C’è poco da fare, la Pixar non delude mai, con Inside Out però si è superata. Se pensate a questo come un banale cartone animato vi sbagliate di grosso.
I più anziani di voi si ricorderanno di film con Toy Story e A Bug’s Life, ma come non citare anche Wall-E e Up; capolavori di animazione tecnica e storie strappalacrime. Per grandi e piccini la Pixar ha sempre regalato emozioni intense. In questo film a farla da padrona sono proprio le emozioni, Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto sono i protagonisti del film. Fin dall’inizio infatti siamo immersi nella mente di Riley, una bambina con la quale cresciamo e con la quale condividiamo le esperienze di vita, situazioni che tutti una volta abbiamo vissuto e nelle quali possiamo immedesimarci senza problemi. Seguiamo quindi il processo di crescita, non solo di Riley ma anche delle emozioni, Gioia, che all’inizio era a capo delle emozioni, imparerà presto che non si possono vivere solo momenti gioiosi, ma per vivere una vita felice sono necessari anche momenti tristi, disgustosi, paurosi o rabbiosi.
Nessuna paura, in questo caso, però; non è un film impegnato; è pur sempre un cartone animato! Se vi ritenete troppo adulti per andare al cinema a vedere un cartone animato e vi vergognate a presentarvi in biglietteria a chiedere i biglietti, vi consiglio di guardarlo nella privacy della vostra cameretta: piumone, the (camomilla o cioccolata calda) e qualche biscotto sono il contorno perfetto per questo film. Per le signorine e i signorini un po’ troppo emotivi consiglio anche un paio di fazzoletti perché qualche lacrimuccia scapperà sicuramente; non temete, potrete sempre dare la colpa alla bevanda troppo calda che vi ha ustionato la gola. Come sempre la Pixar ci regala un mix di emozioni intense unite a uno splendido spettacolo, l’animazione è, infatti, magistrale, per non parlare degli effetti usati per costruire le emozioni, pare che lo speciale effetto di inconsistenza sabbiosa che caratterizza le emozioni sia costato alla Pixar fior fior di dollari. Questo effetto, inizialmente, doveva essere riservato solo a Gioia ma, visto l’esorbitante costo, è stato applicato a tutte le emozioni. Una cosa curiosa è che ad ogni personaggio umano del film è stata associata un’emozione diversa come “capo” del cervello, a Riley, Gioia, alla mamma, Tristezza e al papà, Rabbia. Pensandoci nel mio cervello a farla da padrona devono essere a parimenti Rabbia e Disgusto, ne sono sicura. Nel vostro? Ci avete mai pensato?

Marta Negri

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