Christmas is all around

Il clima natalizio ha ormai pervaso la città: il profumo di dolciumi, frittelle e caramelle si mescola alla perfezione con l’odore di unto che proviene dai banchetti di Norimberga e dai paneti con la porcheta delle bancarelle di Santa Lucia in piazza Bra.
Contro ogni legge fisica, arrivano distintamente anche in Università, un po’ a causa di correnti climatiche particolarmente bastarde, un po’ perché in questo periodo dell’anno molti studenti hanno la bellissima idea di occupare qualsiasi pausa con un giretto in centro.

Al loro rientro in aula però è raro che gli si faccia notare l’odore sgradevole che emanano i loro abiti, perché d’altra parte è quasi Natale e bisogna essere più buoni. Sì, si deve sopportare. Essere carini e coccolosi dall’8 dicembre fino al 6 di gennaio, con l’Epifania che tutte le feste si porta via. Sorridere tanto e fintamente per non rovinare la tradizionale falsità del periodo delle festività. Sembra solo ieri quando ci siamo trovati al bar dell’Università per raccontarci delle scappatelle estive, eppure siamo già qui a salutarci prima delle vacanze di Natale. Non me ne sono nemmeno resa conto, lo ammetto. Tant’è vero che la prima volta che ho sentito l’obbligatorio «Auguri!» al termine di una conversazione, ho candidamente risposto «Per cosa?». Non ero pronta né all’arrivo del grande freddo, né a tutta questa educazione british che cozza con l’isteria da caldo afoso che invece è propria delle giornate estive.

È forse il miglior periodo per uno studio approfondito di antropologia, capire come mai gente che si odia si fa gli auguri di buone feste, si abbraccia e manda i saluti a casa, quando – con tutta probabilità – non sa nemmeno che faccia abbiano “quelli a casa”. Forse i più coraggiosi sono quelli che una volta sprecavano tutti e cento gli SMS della Christmas Card della Vodafone per mandare il Buon Natale a tutta la rubrica, compito ora certamente meno oneroso con l’utilizzo di Whatsapp o Facebook (attenzione perché nel caso scegliate la via del social network ricordatevi che gli amici potrebbero essere decisamente di più rispetto ai numeri telefonici che una vecchia scheda SIM abbia mai potuto contenere).

La parte che preferisco del periodo natalizio è la vastissima scelta cinematografica a variazione su tema: da Miracolo nella 34ª strada a Love Actually, dove un non più giovanissimo Billy Mack torna alla ribalta cantando «Christmas is all round me and so the feeling grows». Non è chiara la gamma di sentimenti a cui si riferisce, ma è di sicuro condivisibile.

Non mi resta che augurare buon Natale e buone feste a tutti… anche a casa, mi raccomando!

Rebecca De Conti

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