Machiavelli e il menestrello

Quanti di voi hanno ancora il coraggio di lamentarsi che a Verona non ci sono abbastanza cose da fare e da vedere, forse ancora non conoscono la Fucina Culturale Machiavelli. Con domicilio al Teatro ex Centro Mazziano, propone un nutrito calendario di spettacoli teatrali e concerti musicali scelti appositamente per chi vuole passare una serata interessante e divertente.
Alla fine di gennaio, quella che vedeva sul palcoscenico il milanese Martino Corti con il suo «C’è da morire dal vivere» non è stata da meno: ha coinvolto ed entusiasmato il pubblico con una commistione di risate e nostalgia che ha saputo ridestare quel bambino iperattivo che ancora vive dentro a ognuno di noi.
L’artista e cantautore definisce “monologhi pop” questo suo genere di spettacoli e c’è da dire che il format non è affatto male: un incalzante soliloquio iniziale – divertente e sagace – prepara le notevoli corde vocali del nostro Martino a una sua canzone autografa live. E questo schema si avvicenda per tutta la durata dello spettacolo. Banale, dite? Nient’affatto. Quello che non vi ho detto è che sullo sfondo di tutto c’è un tema comune, un leitmotiv profondo che ci sprona a restare incollati alla poltroncina del teatro e ci convince a rimanere fino alla fine per raccogliere un altro prezioso consiglio sull’impresa più gettonata di sempre: la ricerca della serenità. Sì, ‘serenità’, perché parlare di ‘felicità’ sarebbe forse chiedere troppo.
È così che Martino Corti ci coinvolge, ma non unicamente; ci sono chicche come la finzione scenica creata attorno al personaggio di DJ Raimo che non possono essere ignorate: il talentuoso produttore musicale dello show che suona il violino elettrico e fa partire dalla sua consolle alcune basi che spaccano di brutto non è nient’altro che un semplice manichino! Sembra però molto più vivo di tanti giovani attori che bazzicano la scena teatrale veronese in questo periodo. Capirete anche voi che le gag si sprecano, ma il divertimento è assicurato.
Il percorso del nostro Martino Corti è costellato di così tante frizzanti meraviglie che quasi possiamo anche concedergli di propinarci la storia di Addio domeniche tranquille, un brano musicale non troppo riuscito, forse perché macchinoso e costruito a tavolino. Martino, la tua dote sta nel raccontare la tua esperienza e le tue sensazioni e non certo quelle degli altri! Perciò continua sulla retta via, mi raccomando, perché cose come Soffro più del mio cane (e allora ballo) sono perle che non si trovano altrove.

«C’è da morire dal vivere» si è quindi trovato estremamente a suo agio nel calendario della Fucina Culturale Machiavelli che è sostanzialmente una struttura fatta su misura per lo studente universitario, dove divertimento e cultura si uniscono come non mai in una commistione ben amalgamata.
Questa sera (venerdì 12 febbraio) andrà in scena Anime Prave, un percorso musicale “dannatamente” intrigante che coinvolgerà Dante, Stravinskij e il fantasma (!) di Elvis Presley.

Michele Tacchella

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