Kung Fu Panda a vent’anni, il malefico gender e altri animali di fantasia

Disclaimer: chi pensa che un cartone animato, una volta passata la maggiore età, non sia più cosa per noi, be’, può anche smetter di leggere e tornare alla sua triste esistenza. Chi invece apprezza, che rimanga e simpatizzi: dopo una carrellata di candidati all’Oscar ho deciso di vedere in sala l’ultimo capitolo, il terzo, della saga di Kung Fu Panda.
In questo film il guerriero-panda Po parte per un viaggio, metaforico e non, alla ricerca di se stesso: il suo apprendistato è finito e ora deve diventare a sua volta insegnante (adulto, responsabile, un po’ come quando ti laurei e capisci che è ora di diventar grande). Quando nel villaggio arriva il suo padre naturale, che lui credeva morto, decide di seguirlo nel nascondiglio degli ultimi panda: una specie che preferisce gli ascensori alle scale, scofanarsi terrine di ravioli a mani nude piuttosto che fare esercizio, scendere rotolando dalle montagne invece che camminare. I panda siamo tutti noi, pigri per natura e per diletto. Accanto a lui, mentre incombe un cattivo talmente temibile quanto dimenticabile, c’è il padre adottivo, l’oca che lo ha cresciuto fin da quando era piccino.

Dato che quando bisogna far le cose tanto vale farle bene, sono andata allo spettacolo della domenica pomeriggio: l’età media si aggirava sui sei-sette anni, se non si contano i genitori. Il fatto che questi ultimi inizino ad avere suppergiù la mia, di età, è un dettaglio che possiamo trascurare. Purtroppo corre voce che tutti i bambini presenti siano stati contagiati, a detta in particolare d’un certo Adinolfi, dal morbo del gender. Due padri e neppure una mamma, signora mia, che insegnamento potranno mai dare? Una famiglia allargata di panda, oche, vipere, tigri, famiglie di sangue o acquisite, che solo collaborando tutte insieme possono aiutare Po a trovare il suo qi e a capire che sono le esperienze e le persone che incrociano il nostro cammino, nessuna esclusa, a renderci ciò che siamo. Una morale terribile e fuorviante, non c’è che dire.

Ilaria Bertoni

Annunci

2 pensieri su “Kung Fu Panda a vent’anni, il malefico gender e altri animali di fantasia

  1. alessialia ha detto:

    ahhhhh beh! in effetti che brutto insegnamento di solidarietà, unione, gioia…. io boh, non capisco! 😀
    non sono andata perchè ho paura che la mia piccoletta sia ancora troppo piccola per rimanere buonina al cinema per piu di un’ora: ha tre anni… ma presto proverò!
    allora pure frozen dovrebbe essere vietato: potrebbero pensare che si vive trasformando le cose in ghiaccio! 😀
    ps. ti ho letto su adotta un blogger e son venuta a curiosare!

    Mi piace

    • Ilaria Bertoni ha detto:

      Grazie mille, Alessia! 🙂 infatti, poi finisce che questi bambini imparano fesserie tipo l’amicizia, il rispetto per la diversità… cose dell’altro mondo. Forse tre anni è ancora presto per un film in sala, ma ti assicuro che il seienne accanto a me nel cinema faceva comunque baccano per venti!

      Liked by 1 persona

Commenta l'articolo

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...