Correre allunga la vita, storia di una corsa salutare

È da ormai 5 anni che mi convinco a correre a mesi alterni.
Finalmente il giorno della vittoria definitiva da parte della corsa è arrivato. Oggi 8 maggio corro per la seconda volta la “Wings for life”. Per me una delle corse che più di tutte è stata una scoperta ed una forte spinta emotiva, basti pensare che alla mia prima presenza ho pianto attraversando la linea dei 10 km.

Sembra assurdo, ma gli studi dei più famosi college ed università non fanno che confermare una pratica che da sempre, fin da piccoli, mettiamo in atto in diversi modi.

Secondo Karen Postal, presidente dell’American Academy of Clinical Neuropsychology:
 “Se ti stai esercitando fino a sudare, il che richiede circa 30-40 minuti, nuove cellule cerebrali stanno nascendo. Questo sembra accadere nell’area associata alla memoria.”

Non c’è da stupirsi inoltre del fatto che il raggiungimento di un obbiettivo sia per noi motivo di grande gratificazione vanto ed euforia, che regala alla nostra persona una splendida sensazione di onnipotenza quasi fossimo invincibili ed immuni a tutto malattie ed infortuni compresi.
E quindi sono qui a ribadire e raccontarvi perché per me correre mi fa e ti farà stare bene.

Sono convinto che nella mia vita, come nella tua, ti sia già capitata l’occasione di sorridere, ecco questo è il motivo principale per il quale corro. Il sorriso. Il mio sorriso alla fine di una corsa, il sorriso del compagno al mio fianco, il sorriso del ragazzo che mi corre incontro correndo l’anello del parco nella direzione opposta, il sorriso del bambino che corre incontro alla mamma.

Allora mi chiedo e ti chiedo a te lettore che magari leggi questo articolo, se piove, se il tempo non è bello, se il sole oggi non ha voluto donarci il suo caldo abbraccio, come faccio a sorridere.

Corro. Corro sotto la pioggia, corro al freddo e sorrido alle persone che incontro, apro le labbra guardo il cielo e sorridendo bevo l’acqua che cade. Infondo, la pioggia è ristoratrice, romantica se affrontata con chi ami e quindi perché negare la gioia ed un incontro romantico alla nostra amata corsa.

La corsa come lo è diventato per me, anche per voi diventerà una droga, un appuntamento al quale farete fatica a rinunciare. Ma cosa possiamo aspettarci al primo appuntamento con questo nuovo partner; ogni medico dello sport, ogni sportivo vi dirà la medesima risposta: tanto dolore, tanta gioia e tanta gratificazione.
La prima perché le gambe non sono allenate e lo sforzo che verrà richiesto sarà tanto le prime volte. La gioia vi arriverà per due motivi: il primo, avete finito la corsa, avete male alle gambe, siete stanchi e non state in piedi. Il secondo, lo stretching, il sollievo che vi possono dare dei semplicissimi movimenti, quelli che vi faceva fare la maestra di ginnastica alle elementari per capirci. Infine la gratificazione. Il rendervi conto di ciò che siete riusciti a compiere vi farà impazzire, vi darà una carica esplosiva ed una forza che non sapevate nemmeno di avere. È questa sensazione che vi farà dire “devo correre anche domani”.

Ecco perché la corsa allunga la vita, perché siete voi che volete avere più tempo per correre più tempo per vivere all’aria aperta, per avere appuntamenti romantici, concedervi qualche gelato o qualche birra in più e per sorridere alla vostra vita. E vedrete che come me anche voi riuscirete, anche se con qualche difficoltà iniziale, a correre, divertirvi ed emozionarvi come dei bambini alla prima cotta.

Sergio Cremonesi

 

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