Piacere, sono un pellegrino.

A cavallo tra luglio e agosto, ho avuto la fortuna e la giusta intraprendenza per partire per uno di quei viaggi che una volta nella vita devi fare: il Cammino di Santiago. Non ti racconterò di come la mia vita è cambiata, capovolta, sottosopra sia finita (sì, sono cresciuto a pane e Willy, il principe di Bel Air). Ti racconterò di come mi sono sentito io, di come mi sono sentito a casa!

Il tutto comincia da mia sorella Laura che mi convince a partire e a sfidare me stesso. Devo essere sincero: non ci ha messo molto; io volevo partire, in fondo. E, anche se con un po’ di preoccupazione, mi sono ritrovato a Leon, pronto per percorrere 311 km.

La giornata si scandisce in modo abbastanza ripetitivo: sveglia, vestiti, zaino, colazione, tappa, check-in all’ostello, doccia, lavadora, riposo, cena, cama basa (per ‘n’ volte fino a Santiago). Il tutto sarebbe abbastanza semplice se così fosse in effetti, ma non possono ovviamente mancare dei piccoli inconvenienti, che ti costringono a cambiare strada, rallentare o accelerare, fermarti e ripartire.

Questi inconvenienti, hanno un unico minimo comun denominatore: le persone! Le persone sono coloro che rendono unico, magico e bello il Cammino. Sia chiaro, non casca il mondo se lo fai da solo e senza dare confidenza, ma (cavolo!) perderesti un turbinio di esperienze multiculturali che difficilmente potrai ritrovare. Nel mio viaggio ho avuto la fortuna di incontrare persone che hanno vissuto le esperienze più disparate, persone con una vita alle spalle che #seiofossilorononsapreicomerespirare.

È stato veramente un viaggio entusiasmante per quanto è stato diverso, vivo, nudo e felice. Mai un giorno ho pensato di aver sbagliato a partire, mai una volta ho pensato «Forse quella persona potevo non salutarla», mai mi sono detto «Cavoli però, se mi vesto così chissà cosa penseranno di me». Sei un pellegrino, dannazione, e il tuo scopo è camminare, condividere il tuo cammino e aiutare il pellegrino al tuo fianco. Quindi sorridi sempre, parla e saluta chi vuoi, mangia ciò che ti viene offerto e dormi dove capita.

Il pellegrino è un po’ uno yesman, più povero e puzzolente, ma uno yesman senza paura del suo futuro.

E quando arriva la fine, perché al km 0 ci arrivi prima o poi, li riparte il tuo cammino, un cammino che fai tutti i giorni e che vuoi percorrere e condividere con tutti i tuoi compagni e amici che ti sono attorno.

Oggi ho solo due cose da dirti: mettiti lo zaino in spalle e buen camino!

Il primo lavaggio denti in viaggio non si scorda mai!!!

Il primo lavaggio denti in viaggio non si scorda mai!!!

 

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