Sessione estiva: l’arte del procrastinare

Distesa estate,
stagione dei densi climi
dei grandi mattini
dell’albe senza rumore –
ci si risveglia come in un acquario –
dei giorni identici, astrali,
stagione la meno dolente
d’oscuramenti e di crisi,
felicità degli spazi.

Citava così Cardarelli in Estiva, poesia tributo alla serenità e alla quiete che la stagione estiva porta con sé.

Se volessimo parlare delle previsioni metereologiche, probabilmente ci troveremmo tutti d’accordo nell’affermare che il caldo torrido miete, giorno dopo giorno, vittime come ragazze dai lunghi capelli nemici dell’umidità, o ragazzi costretti a cambiare dieci t-shirt nel giro di 24 ore per fronteggiare gli aloni di sudore. Ma se dovessimo affrontare la parte in cui Cardarelli scrive di una stagione che non duole, non per crisi né oscuramenti allora be’, non tutti la penseremmo allo stesso modo.

Ogni anno, l’estate prende di mira infatti decine di migliaia di studenti universitari che si ritrovano in bilico tra la luce del sole e quella artificiale di una soffocante aula d’ateneo. I pochi coraggiosissimi – oserei dire eroi – che conquistano il Santo Graal (l’equivalente della fine di tutti gli esami previsti nella sessione) sono gli stessi che con fatica e sudore prevalgono sulla fascia di studenti che scambia volentieri lo studio con qualche rilassante giornata al mare. Ecco, questi ultimi, orgogliosi delle spumeggianti vacanze a Mykonos e delle loro serate in after all’Ushuaïa di Ibiza, fanno parte di una speciale categoria: i procrastinatori.

Il procrastinatore semplice annota su un’agenda le date degli esami previsti e giura solennemente, con l’ausilio di una penna a sfera, di rispettare le scadenze e finire tutto in tempo utile prima del nuovo anno accademico. Il procrastinatore semplice, però, non resiste alla tentazione di inserire, tra un orale e uno scritto, anche qualche weekend fuori porta; e allora si arma di siti di prenotazioni aeree e si improvvisa esperto conoscitore di hotel e noleggi worldwide. Non manca, inoltre, in attesa della super vacanza, di partecipare a feste di paese o a serate con amici in piena libertà, continuando a ripetere «Ho tutto sotto controllo» e «Gli esami li faccio tutti». Tutto questo senza considerare le lancette dell’orologio che avanzano e le cinquecento pagine di dispense che rimangono. Non è difficile poi rendersi conto che le ore di abbronzatura sono una fregatura e che è necessario dimezzare se non annullare gli esami tanto pianificati.

È a questo punto che il dopo prevale sull’adesso, che il pallore del fallimento ricopre i volti una volta felici e che l’amica ansia sopraggiunge portando con sé crisi isteriche e stress. Come risolvere questa faccenda? Semplice: mettendo in pratica l’arte del procrastinare. Le alternative sono due: improvvisarsi Speedy Gonzales misto a genio recuperando tutto in una settimana o, male che vada, ci vediamo al prossimo appello.

Ginevra Li Rosi

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