5 pro e 5 contro della settima stagione de Il Trono di Spade (SPOILER ALERT)

Mi scuso in anticipo con chi è stufo di sentir parlare de Il Trono di Spade, ma avevo bisogno di dire la mia. Ovviamente, se non avete visto la settima stagione, non leggete questo articolo perché è tappezzato da cima a fondo di spoiler.
Questa stagione mi ha sconvolto per la sua diversità con le precedenti. L’assenza di George R.R. Martin si è fatta sentire e ci sono davvero tante cose che vanno dette, quindi iniziamo subito con la lista dei contro:
1. Teletrasporto: Nel corso di sette puntate sono accadute talmente tante cose in così poco tempo, che i produttori avrebbero potuto diluirle in almeno tre stagioni. Sappiamo sin dalla prima serie che Westeros è una terra molto vasta, che gli spostamenti necessitano di molto tempo e che i personaggi potrebbero tranquillamente morire nel tragitto di vecchiaia. Qui invece assistiamo a corvi supersonici e personaggi che decidono di andare dall’altra parte del mondo e il giorno dopo ci sono già arrivati. I ritmi si sono completamente ribaltati e tutto avviene molto velocemente. Non c’è più spazio per scene di sesso, conversazioni inutili o seconde trame, ma solo l’essenziale.
2. Fan service: La relazione di Jon e Daenerys è stata a lungo desiderata da tutte le fangirls che finalmente hanno visto il loro sogno realizzarsi: due personaggi molto forti che si infatuano l’uno dell’altro un po’ come dei bambini; ma è soprattutto la scena in cui Jon la chiama “Dany” che mi ha fatto ridere per quanto mi è parso fuori luogo e azzardato. E poi Ed Sheeran? Arya e Nymeria che si incontrano, che bello! Ma in effetti perché? Perché lo volevamo noi.
3. La sesta puntata: Qui riassumerò solo alcuni punti, anche se andrebbero sviluppati bene. I sei gloriosi guerrieri ci sembrano soli quando varcano la Barriera, ma al primo ostacolo appaiono altri soldati sacrificabili. Poi incontrano un gruppetto di estranei solitari; comodo, no? Uccidono tutti, anche il comandante, ma anziché morire tutti come ci hanno insegnato, uno di loro rimane in vita così da poterlo serenamente portare a Cersei. Quando arriva Daenerys – che salva tutti tranne Jon, troppo impegnato ad ammazzare gli Estranei –, il Night King colpisce con la sua lancia uno dei draghi della Khaleesi, uccidendolo senza sforzi. Poi mira verso il drago su cui ci sono i nostri personaggi, ma lo manca… Ma come? Sei il potente Re della Notte! Jon casca nel lago ma ne esce vivo, pronto a combattere altri estranei. Certamente non può farcela da solo e infatti ecco arrivare LO ZIO BENJEN in suo aiuto. Dulcis in fundo, vediamo degli Estranei in fila indiana che (non si sa dove) hanno preso delle catene enormi e che (non si sa come) sono riusciti a sconfiggere la loro paura dell’acqua e ad attaccarle al drago morto che si trova sul fondo del lago per trascinarlo sulla terra ferma e trasformarlo in drago non-morto. OK.
4. BENJEN STARK?!!? COSA????
5. Troppi pochi morti: Pochi personaggi morti e tutti secondari. Quest’ultima questione la giustifico solo perché se morissero i protagonisti rimasti non ci sarebbe più un cast per l’ultima stagione. Ma almeno Tormund? Per quanto lo adori, se l’è vista brutta con gli Estranei nella sesta puntata e, sebbene nell’ultima un enorme e cattivissimo drago non-morto distrugga la Barriera su cui Tormund faceva da vedetta, qualcosa mi dice che sia sopravvissuto anche a quello.
Ma basta parlare di cose negative, parliamo dei pro:
1. Cersei doppiogiochista: La regina incontrastata della cattiveria illude tutti, spettatore compreso, di aver finalmente aperto gli occhi e di essere diventata una persona ragionevole, ma invece no. Non c’è nessuna tregua ed è prontissima a colpire i suoi nemici alle spalle. Ne vedremo delle belle nella prossima stagione.
2. La rimpatriata Stark e la morte di Ditocorto: Aspettavamo una rimpatriata dalla prima stagione e sono stata contenta di rivedere i fratelli Stark sotto lo stesso tetto, seppure siano così diversi da allora. Ditocorto è stato sempre una spina nel fianco, ha complottato e messo zizzania ovunque; la sua fine è stata epica e soddisfacente. Urrà!
3. Theon e il perdono di Jon: Per quanto possa sembrare una scena poco rilevante, il perdono di Jon è qualcosa che Theon aspettava da molto. La scena è toccante: è come vedere due fratelli che fanno pace dopo tanto tempo. Ed è quel perdono che dà a Theon la forza di andare a salvare sua sorella fatta prigioniera dallo zio.
4. La rivelazione su Jon Snow: Lo abbiamo più o meno sempre sospettato che Jon fosse un Targaryen, ma averne conferma da Bran e Sam a fine stagione mi ha fatto accapponare la pelle. Il fatto che lui sia il diretto erede al Trono di Spade creerà problemi con Daenerys?
5. Dinamicità e fotografia: I teletrasporti hanno un lato positivo: eliminando tutte le scene futili e riducendo tutto all’essenziale, hanno reso questa stagione molto dinamica e avvincente, con episodi da un’ora che sembravano durar due minuti per quanto interessanti e pieni di azione. In più l’ampio budget ha permesso di ottenere una fotografia eccellente e degli effetti speciali magistrali. Da rifarsi gli occhi.

Ammetto che la lista dei pro è molto più scarna rispetto a quella dei contro, ma ci aggiungerei un punto bonus, ovvero: è sempre Il Trono di Spade. E per quanto questa stagione presenti forti incongruenze nella trama, questa serie rimarrà sempre nel mio cuore qualsiasi cosa accada. Lo stesso vale per voi, no?

Silvia Botticelli

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