It 2017: il gemello cattivo di Patch Adams finalmente sul grande schermo

Stephen King è il re assoluto del genere horror di questa e della passata generazione. Un paio di settimane fa è finalmente uscito al cinema il tanto sospirato It, trasposizione cinematografica del famoso romanzo. Se ti piace l’horror questo film fa per te. Se invece questo genere non è di tuo gradimento, ecco quattro buoni motivi per andarci comunque!

Non sono mai stato un amante degli horror e non lo sono tutt’ora, ma sono comunque riuscito a godere della bellezza di questo film e della capacità del regista di trasmettere il carattere e il potere di It.

  1. I personaggi

Per quanto in alcuni tratti i personaggi possano sembrare piatti e poco originali, il genio di Stephen King traspare anche nel film. I sette protagonisti sono il crogiolo della società americana, o meglio, di ciò che la società americana vede come “indesiderabili”: un balbuziente, un ipocondriaco, un nero, un ebreo, uno con un evidente bisogno di attenzioni, una presunta “ragazza facile” e un grasso a cui piace leggere. Praticamente il contenuto del cestino sociale delle High Schools americane anni 80. La costante presenza del bullo di turno (portato all’ennesima potenza) ci ricorda che loro fanno parte del Loser Club e questo rende più semplice entrare in empatia con i protagonisti. Tutti gli abitanti ricadono sotto l’influenza di It e questo viene trasmesso chiaramente. Gli adulti rimangono incredibilmente indifferenti davanti agli orribili crimini che si consumano sotto i loro occhi e quasi sembrano viscidi complici di questi delitti. Il design dei personaggi è ben costruito anche se non troppo profondo, portato sullo schermo da un cast grandemente azzeccato, soprattutto il ruolo di Beverly, interpretato da Sophia Lillis.

  1. Pennywise, il clown ballerino

Se i personaggi sono le ruote che fanno procedere la macchina del film, It è il vero motore dell’intera vicenda. La sua presenza è sottile e inquietante, si ha la sensazione che in un modo o in un altro sa sempre tutto ciò che sta accadendo. L’intera Derry, cittadina di ambientazione della storia, sembra asservita al suo potere, che rimane oscuro e poco comprensibile. Gli effetti speciali fanno il loro dovere e gli jumpscare non mancano. L’interpretazione di Bill Skarsgard è meravigliosa e il film vale la pena anche solo per la sua presenza. Rispetto all’interpretazione di Tim Curry, quella di Skarsgard rende molto più evidente la non umanità di It, la sua estraneità alla natura umana. It viene dipinto come quello che è: un animale affamato, che spaventa le sue vittime solo perché la paura le rende molto più gustose. È evidente la precisa volontà di spaventare, di sfruttare la contraddizione che la sua forma di clown impone. Egli usa abilmente la sua forma come paradosso e i suoi poteri soprannaturali per indagare, ingannare, soverchiare e terrorizzare, ma tutto con un solo obiettivo, cioè nutrirsi prima del letargo. È grazie a King se oggi i clown sono più sinonimo di paura che divertimento e Skarsgard è riuscito a pieno nell’impresa.

  1. La regia

Una dei punti forti e allo stesso tempo deboli del film è proprio la regia di Muschietti. Per tutta la lunghezza del film mantiene un metodo quasi scolastico, canonico e già visto, che non si addice ad una pellicola che dovrebbe puntare allo straordinario. Alcune eccezioni sono però tali da riuscire a salvare per intero il lavoro di regia. Le scelte compiute in alcune scene rappresentano un punto di svolta. Muschietti è in grado di far percepire allo spettatore il potere permeante di It, tale da piegare la realtà, così come Muschietti esce dalle convenzioni dell’inquadratura da film blockbuster. Inoltre, intelligenti scelte di trama riescono a dare un senso alla famosa frase: “Galleggiamo tutti quaggiù”, che nel libro risulta avere un significato astruso e di difficile trasposizione. In definitiva, la regia segna punti a favore della pellicola.

  1. Il finale spoiler free

Ormai il finale è conosciuto, ma non aspettarti che te lo dica io. Questo è un bel film, anzi un bel film horror e ti consiglio di andare a vederlo subito, prima che esca dalle sale. Il prossimo capitolo uscirà solo nel 2019, ma non buttatevi sull’alcol per passare l’attesa, perché l’unica cosa più spaventosa del palloncino rosso di It è il palloncino della stradale!

Luca Ortolani

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