Fabio Geda: Anime Scalze

Quest’estate ho avuto la possibilità di collaborare con «La Grande Invasione», un festival letterario che si tiene a Ivrea, la mia città. Tra i vari scrittori che ho avuto la fortuna di incontrare, mi ha colpito in modo particolare Fabio Geda.

A essere sincera non l’avevo mai sentito nominare prima, ma il suo entusiasmo nel parlare di ciò che fa e la genuinità con cui si è rapportato con la platea venuta per ascoltare le sue letture mi hanno invogliata a comprare uno dei suoi libri pubblicato da Einaudi: Anime scalze.

Il romanzo si apre con l’immagine di Ercole, il protagonista, armato di fucile, insieme a Luca, il fratello minore, sopra il tetto di un capannone.

La storia inizia realmente, però, solo dopo l’incipit. Il protagonista-narratore ci riporta a quattro anni prima e racconta ciò che lo ha condotto a quella situazione.

Ercole è un adolescente complicato e ribelle, ma non più di tanti altri. Vive a Torino insieme al padre e alla sorella maggiore Asia, persona sulla quale il nostro protagonista fa molto affidamento da quando la madre ha deciso di lasciarli per cominciare una nuova vita. Il padre da quel momento inizia a condurre una vita distratta e i due ragazzi, molto legati tra loro, capiscono presto cosa vuol dire dover contare solo su loro stessi.

La situazione cambia nel momento in cui Asia decide di andare a vivere insieme al proprio fidanzato. L’umore di Ercole inizia a essere sempre più irrequieto e alcune sue azioni lo porteranno a decidere di partire alla ricerca di risposte riguardanti la madre (è qui, tra l’altro, che apprende dell’esistenza del fratello Luca).

È un romanzo di formazione che racconta l’avventura di un adolescente che a un occhio non troppo attento potrebbe sembrare un ribelle, ma che in realtà nasconde un ragazzo dall’animo malinconico che è dovuto crescere troppo in fretta.  Le sue azioni, anche se mosse da buone intenzioni, sono spesso avventate e impulsive, tanto che nemmeno Viola – la ragazza di cui si innamora – riesce a placarlo.

Ho provato tanta tenerezza nei confronti di Ercole, e il tempo di lettura del libro è volato. Credo che Geda con questo romanzo voglia catturare la visione del mondo di molti ragazzi che non hanno, per svariati motivi, una vita “facile” e penso ci sia riuscito con ottimi risultati.

Paola Landriani

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