L’otto in piazza

Lo sciopero delle femministe di Non Una di Meno

L’8 marzo, proprio nel giorno della donna, è stato indetto uno sciopero dal movimento Non Una di Meno, abbiamo quindi chiesto a una sua partecipante di spiegarci meglio in cosa consiste, e le ragioni per cui è importante scioperare.

Per prima cosa, cos’è di preciso Non Una di Meno?

NUDM è un movimento femminista internazionale, nato in Argentina nel marzo 2015, in seguito all’ennesimo femminicidio di una giovane donna. Inizialmente le donne argentine sono scese in piazza per denunciare la violenza maschile sulle donne, ma ben presto la protesta si è estesa anche in altri Paesi: nell’ottobre del 2016 le donne polacche sono scese in piazza vestite di nero per protestare contro un disegno di legge che avrebbe vietato del tutto il diritto di aborto; nel gennaio 2017, in America, è stata organizzata una grande manifestazione, in seguito all’elezione di Trump, che, come sappiamo, è stato più volte accusato di molestie sessuali. Anche in Italia è nato un movimento, a partire dalla grande manifestazione a Roma del 25 novembre 2016, in occasione della giornata contro la violenza sulle donne. Dopo quella data, è nato un percorso che ha visto coinvolte sempre più donne e che ha portato alla stesura di un Piano femminista contro la violenza maschile sulle donne e la violenza di genere. Al centro dell’analisi vi è ovviamente il patriarcato, ma anche il nesso tra la ristrutturazione capitalista neoliberale in atto e la violenza di genere. Il Piano è il nostro strumento di lotta e di rivendicazione, ma anche di proposta politica.

I motivi per scioperare di sicuro sono molti, quali sono i vostri? E perché avete scelto questo metodo di protesta?

NUDM ha scelto, già dall’anno scorso, di riappropriarsi della pratica dello sciopero come pratica di lotta in una prospettiva femminista, scegliendo di risignificare la data simbolica dell’8 marzo. Quello che faremo domani è uno sciopero dal lavoro produttivo e riproduttivo: uno sciopero dai lavori di cura non socialmente riconosciuti, contro la disparità salariale, le molestie e le violenze nei luoghi di lavoro, ma anche uno sciopero contro la precarietà economica che investe sempre più le giovani generazioni. Pensiamo che sia una forma di manifestazione necessaria perché la realtà patriarcale e neoliberale in cui viviamo presenta degli aspetti invivibili per noi giovani donne.

Per quale ragione avete scelto una data così vicina alle elezioni? E soprattutto perché proprio il primo giorno della Fiera del Libro di Milano a cui io non sono potuta andare a causa dello sciopero dei mezzi?

In realtà, la data non è stata scelta da noi, ma si tratta di una data internazionale, che per caso e per sfortuna capita in Italia poco dopo le elezioni. Abbiamo deciso di non perdere l’occasione di uno sciopero internazionale e, nonostante le difficoltà burocratiche, domani saremo in piazza per portare le nostre istanze alla collettività.

Perché uno studente dovrebbe partecipare?

Dovrebbe partecipare se condivide le nostre lotte. A maggior ragione un* studente dovrebbe esserci perché il tema della scuola e dell’educazione alle differenze è uno degli argomenti principali di NUDM. Siamo convint* che i saperi femministi e transfemministi vadano portati nelle scuole e nelle università, se vogliamo cambiare profondamente il mondo in cui viviamo.

Per ultima cosa, una delle critiche che spesso vi si rivolge è di essere delle “nazifem”, cosa pensi di questo termine?

Risponderei che si tratta di un insulto sessista che rivela proprio quei meccanismi che il nostro Piano vuole denunciare: quando una donna decide di non stare più all’interno di logiche patriarcali viene bollata con etichette dispregiative, perché ancora oggi continuiamo a vivere in un mondo profondamente maschilista.

Silvia Pegurri – Non Una di Meno

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