Recensione Trash: Il ragazzo che entrò dalla finestra e si infilò nel mio letto

Il ragazzo che entrò dalla finestra e si infilò nel mio letto non è il riassunto dell’impresa di uno stalker intraprendente, bensì il titolo del libro trash che ho deciso di recensire. Il romanzo di Kirsty Moseley però non è solamente pessimo, ma anche offensivo.

Sorvolando sulle centinaia di stereotipi mostrati tra le pagine di questo “capolavoro”, presentati come se fossero normali e giusti (i gay vestono di rosa, le ragazze con le minigonne sono prostitute…), il libro ha un enorme peccato: usare l’abuso su un minore come semplice plot twist. Il tema non è approfondito e viene affrontato con leggerezza e discontinuità, ma soprattutto l’autrice lascia impunito l’aggressore. Ma per capire meglio è necessario spiegare la trama, quindi da qui in poi troverete spoiler, anche se dubito che voi, lettori sani di mente, leggerete mai questo obbrobrio.

La protagonista è Amber, vittima di abusi sessuali e psicologici da parte del padre. Un giorno il suo vicino di casa Liam la vede piangere, quindi entra in camera sua dalla finestra e resta a dormire per consolarla, ovviamente senza che i suoi genitori se ne accorgano. Da quella notte in poi non ci saranno staccionate, finestre o genitori che riusciranno a fermare questi intraprendenti bambini di 10 anni dal dormire insieme ogni notte. Nessuno se ne accorge, nemmeno per sbaglio. Citando la recensione Amazon di Lilith, «Ho apprezzato la trama, molto realistica».

Con il tempo crescono e Liam, insieme al fratello di Amber, caccia di casa il padre violento, sorpreso mentre cercava di stuprare Amber. Ovviamente i nostri eroi non andranno dalla polizia e non lo denunceranno, lasciandolo libero e impunito, dando un bellissimo insegnamento a tutti i giovani lettori. Ricordatevi, se subite abusi la cosa giusta da fare è picchiare a sangue il vostro aguzzino; chiamare la polizia è per i plebei ignoranti. Con il tempo Amber e Liam si innamorano, ma lei ha un problema: gli abusi subiti le fanno avere terribili attacchi di panico ogni volta che entra in intimità con qualcuno. Questi sono traumi talmente intensi, psicologicamente approfonditi e compresi che se li dimentica magicamente in meno di una settimana. Sarà stato il potere dell’amore? Oppure sarà stata la scommessa fatta con l’intera scuola, che avrebbe portato chiunque fosse andata a letto con Liam a vincere quattromila dollari? Mistero.

Ovviamente Liam è il ragazzo più bello, premuroso, talentuoso e palestrato di tutta la scuola, ma che dico, di tutto il mondo! Ha ragazze imbottite di ormoni che lo circondano ogni secondo nella speranza di poter parlare con lui. Ma lui le ignora, ha occhi solo per la nostra beniamina, soprannominata Angelo, dato che la prima volta che l’ha vista l’ha scambiata per un essere divino. Se vi è sembrata una battuta da quarantenne disperato su Facebook non siete i soli, ogni volta che giravo la pagina mi aspettavo la frase «Scusa ti sei fatta male quando sei caduta dal cielo?»

La nostra Amber comunque non è una sprovveduta, e decide di prendere la pillola anticoncezionale. Ovviamente sbaglierà a prenderla e rimarrà incinta. Dopo abortirà anche, ma sono temi trattati con una tale superficialità da passare in secondo piano rispetto al topos principale della storia: la perfezione assoluta di Liam.

Ma c’è un plot twist: in città torna il padre, ma l’idea di denunciarlo non sfiora la mente di nessuno, di nuovo, anche dopo aver scoperto che maltratta la sua nuova famiglia. Liam, tentando di proteggere Amber, lo picchia, e viene quindi denunciato alla polizia per aggressione. La nostra eroina decide di andare dal padre con il pretesto di convincerlo a ritirare la denuncia, quando in verità lo sta registrando mentre ammette gli abusi che ha perpetrato per anni. Ora andrà dalla polizia giusto? No, lo ricatterà e lo lascerà andare, di nuovo.

La cosa più stucchevole di tutto il romanzo è però il finale, ambientato cinque anni dopo tutte queste vicende alla Beautiful. Lui è ormai un giocatore di hockey famoso e milionario, lei si sta laureando in coreografia; e quale regalo di laurea migliore di una scuola di danza e una proposta di matrimonio? Ovviamente tutti vivono felici e contenti, e cavalcheranno un unicorno magico verso l’arcobaleno.

 

Silvia Pegurri

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