La morte di un mito, riflessioni a mente fredda: il mondo senza Stan Lee

12 novembre 2018, ore 20.00 circa; notizie dal titolo laconico cominciano a circolare nel web: è morto Stan Lee.
Aumentano le condivisioni, i titoli delle testate sono differenti e sempre più autorevoli. Questa volta non è un fake.
Sembra una tragedia, eppure prima o dopo doveva succedere davvero.

Che tu lo voglia o no Stan Lee in qualche modo ha cambiato anche la tua vita. Forse in modo quasi impercettibile, ma l’ha fatto, anche se non hai mai sentito il suo nome.

Per chi non lo conoscesse, Stan Lee è il fumettista che ha creato tra i più famosi supereroi Marvel come Spider-Man, Iron Man, i Fantastici Quattro, gli X-Men, Hulk, Dottor Strange, Thor e molti altri.

Tutti hanno visto, una volta nella vita, almeno un film della Marvel (o con i suoi personaggi): i supereroi e i loro film ormai fanno parte della nostra vita quotidiana.

Questa rivoluzione del fumetto non avrebbe mai raggiunto tale portata senza quest’uomo, che all’alba dei suoi 95 anni ci ha lasciati.
Le cause della morte sono rimaste inspiegate fino a qualche giorno fa: si è trattato di un
arresto cardiaco causato da insufficienza respiratoria e insufficienza cardiaca.
Sembra quasi incredibile e paradossale per il creatore di così tanti personaggi invincibili, e che soprattutto è rimasto praticamente identico dagli anni Cinquanta: stesso taglio di capelli e baffi, stesso paio di occhiali, stesso stile di vestiti. Solo qualche ruga in più e il graduale ingrigire di capelli si sono aggiunti durante il corso degli anni, come si può ben vedere dai suoi numerosi cameo nei film Marvel.

L’importanza di Stan Lee sta nell’aver portato la Marvel al suo splendore e nell’aver sdoganato il fumetto come genere da nerd sfigato, facendolo diventare una vera e propria opera d’arte. Se solitamente i fumettisti stanno dietro le quinte, lui non l’ha fatto: non solo ha partecipato ai film Marvel con le sue indimenticabili comparsate, ma è lui stesso diventato un’icona della cultura pop. Da I Simpsons fino a The Big Bang Theory, Stan Lee è pian piano riuscito a diventare lui stesso un super eroe, come mai nessuno prima.

È per questi motivi che la comunità nerd, che lui stesso ha contribuito a far crescere, è in lutto. Potrebbe restare indifferente come notizia, in quanto la maggior parte di noi non l’ha mai conosciuto, aveva quasi un secolo e ogni giorno muoiono migliaia di persone, ma ritengo giusto dedicare qualche parola all’uomo che ha aiutato a rendere la mia infanzia e adolescenza ricca di avventure, emozioni e divertimento.

I fumetti Marvel, all’apparenza semplicistici e superficiali, spesso toccano temi di attualità politica anche molto scomodi, quali il razzismo, l’omofobia, la xenofobia e, in generale, all’accettazione del diverso. Inoltre, come ogni opera meritevole, contengono un insegnamento: impossibile dimenticare la celebre frase: “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”.
Per questo mi sembra doveroso ricordarlo e continuare a portare avanti la sua eredità.

Excelsior!

Silvia Pegurri & Lara Romeo

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