Interviste possibili: cibo

Da ormai qualche anno a Verona e dintorni i muri hanno cominciato a riempirsi di disegni: murales e graffiti riempiono stradone Santa Lucia e il sottopassaggio per andare in fiera, qualche volta non mancano nemmeno di adornare i bar.
Non sono i classici tag scarabocchiati in fretta con una bomboletta spray, spesso talmente complicati da risultare illeggibili.Si tratta di arte, non di vandalismo: le pareti raccontano storie, anche quelle illustri di Shakespeare, Romeo e Giulietta, Apollo e Dafne, o si limitano a omaggiare artisti, come Tommaso Marinetti.

Chi è stato presente all’Esu Day dello scorso 10 ottobre si ricorderà del writer di EyeLabDesign, che ha realizzato un esempio di ciò su un pannello.

Ed è facile anche notare un altro writer in città che racconta la sua iniziativa attraverso macedonie e insaccati.

È proprio il confine tra arte e vandalismo che il writer Cibo sta cercando di combattere: evviva al duce, svastiche e croci celtiche vengono coperte da deliziose pietanze che spuntano sulle saracinesche e coprono le torrette dell’Enel.

Il suo messaggio non è passato inosservato ed è stato rapidamente intervistato a più riprese, eppure nessuno ha ancora pensato di scoprire che cosa ne pensasse non tanto Cibo, bensì IL ciboche lui disegna così spesso.
Nel tentativo di risolvere questa incolmabile mancanza, ci abbiamo pensato noi facendo del nostro meglio.

Siamo andati a Zevio per intervistare il pomodoro:
La Gallina Ubriaca: Salve! Sei molto carino insieme alla mozzarella e al basilico.
Pomodoro: Non si vede, ma sto arrossendo (ride un po’ imbarazzato).
LGU: Qui c’è scritto che siete la caprese.
P: È vero. C’è scritto anche che siamo l’orgoglio d’Italia. I nostri colori insieme fanno la bandiera italiana.
LGU: Non l’avevo notato.
P: Noi insieme facciamo la caprese: da soli saremmo piuttosto insipidi, è mettendo in comune i nostri gusti che creiamo un sapore così unico. La forza sta nell’unione delle diversità.
LGU: Filosofico. Mi sembra di percepire che il tuo colore ti definisce anche politicamente.
P¡Viva el minestrón!
LGU: …Volevi essere come il Che?
P: Sì ma mi è uscita male.
LGU: Vabbè, ci hai provato.

Nella strada di ritorno ci siamo fermati dal formaggio grana.
LGU: Sembri molto appetitoso.
Parmigiano: Mi ha disegnato bene, vero? (ammicca)
LGU: Prima di te c’era una scritta fascista. Qual è la tua posizione a riguardo?
P: Sai, essere un formaggio stagionato ti rende privo di lattosio. Sei l’unica concessione casearia per gli intolleranti. Èanche per questo che sono felice di coprire simboli che inneggiano all’odio, spesso razziale. Sono una forma di parmigiano contro le intolleranze di tutti i tipi, e questo mi rende orgoglioso.
LGU: Qualcuno sbaglia la canzone Bella ciao e canta Oh parmigiano, portami via
P: Perché, non faceva così?
LGU: La sapevo diversa, ma forse la ricordo male. Cosa ne pensi dei cittadini italiani? Credi che si tratti di un’identità frammentata?
P: Non so se questo paese sia mai stato unito, ma di certo non è  riesumando relitti ideologici di ottant’anni fa che si risolve il problema. Io credo invece che a unire l’Italia sia proprio il cibo, siamo noi! Ci invidia tutto il mondo, vengono qui per mangiare e dicono che siamo i migliori, che in giro non c’è pari. È vero o no?
LGU: Come darti torto.

A pochi passi invece, un muffin sgargiante attira l’attenzione da una cabina del metano.
Muffin: Bella bionda, lo vuoi un po’ di zucchero?
LGU: Lascia stare. Piuttosto, con la tua crema alla fragola hai coperto un simbolo politico di estrema destra nero come la pece. Il rosa è il nuovo nero, che ne pensi?
M: Questo non lo so, ma sicuramente la dolcezza risolve tutto, anche i totalitarismi.
LGU: Fate i buoni, insomma. Sei imparentato con Balocco?
M: Non so chi sia. (Sbircia nel taccuino) Hey, scrivi anche questo: Zucchero, cannella, e ogni cosa è bella.
LGU: Queste erano le Superchicche.
M: Non so chi siano.
LGU: Vabbè, non importa…

L’intervista poteva dirsi conclusa, e invece dopo qualche giorno appare un bel pisello su una serranda. Prima c’era lo scarabocchio di un pene stilizzato.
LGU: Il tuo baccello sembra coriaceo, cosa facevi prima?
Pisello: Il mio sogno era fare il porno divo, e in qualche modo ci sono riuscito.
LGU: In effetti certi vegetali sanno essere veramente sensuali. Lo dicevano anche in Animal House, ti ricordi?
P: Onestamente no. Posso confidarti una cosa?
LGU: Certo.
P: Quel piccolo cazzetto che ho coperto, sai, ogni tanto punge.
LGU: Fregatene, tu sei più grosso. E sei pure verde brillante.
P: Una gioia per i vegani (alza ripetutamente le sopracciglia).

 

Lara Romeo

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