Grigliata veg?

E’ arrivata la primavera. “Ah bene” diranno alcuni.  Non fosse per le bestie di satana che puntualmente si ripresentano con la  fioritura, potrei anche eleggerla a stagione preferita: il sole, il caldo che torna, le uscite con i bimbi, le feste conviviali alla terra (casa in campagna di un amico); ma no, non con farfalle e cavallette in giro.

Per gli amici, però,  si fa’ di tutto, anche combattere la fobia degli insetti; e alla fine non aspetto altro che tornare un po’ nella mia amata Toscana per queste vacanze, la nostalgia iniziava a farsi sentire dopo questi mesi di dialetto veneto.

E poi non posso mica perdermi i mega pranzi tutti insieme, quelli che continuano fino a cena, dove non si ‘apisce[i] se la gente abbia mai effettivamente smesso di mangiare e bere.

In mezzo alla natura poi … nella campagna toscana … Cosa volere di più?

Niente! Poo ma siuro[ii].

Posso sempre esse bria[iii]  per alleviare la paura e la repulsione verso tafani e buapere[iv] e consolarmi con del buon cibo.

Non lo sentite già anche voi questo invitante odore di grigl …

Ah no, aspetta.

SONO VEGETARIANA.

E’ tre anni ormai che sono passata al lato oscuro della vita; un’esistenza dura,  scandita da non proprio carini paragoni a una capra per il mio consistente consumo di insalata e domande sul perché, per come (etica o salute?) ed eventuali sgarri.

“Una vita senza rostinciane”[v] dice ir mi nonno “un la apisco[vi] (da leggere come in una liaison), che si impegnava parecchio per prepararmele come si deve.

Un poinino ogni tanto un fa mia male[vii] rinforza la mi nonna, che con il suo spezzatino si è meritata il titolo di chef.

E anche i miei amorevoli e simpatici amici, che per essere buona definirei scettici, sembrano restii a comprendere e accettare la mia scelta; lo dimostra il menù speciale solo a me riservato:

Il primo anno mi hanno lasciata A DIGIUNO.

Il secondo anno sono passati a hamburger vegetariani con contorno di costanti inviti a provare anche solo un pezzettino della carne cucinata, “ un si sa mai tu rinsavisca” [viii] mi dicevamo mettendomi i vassoi sotto il naso.

Il terzo anno? Vi farò sapere. Ma i messaggi non presagiscono un’abbuffata o una calda accoglienza.

Ecco perciò cosa vuol dire essere vegetariani alle grigliate: diete non volute, prese per il culo, domande, odori non più così invitanti come un tempo e non aspettare altro che arrivi il momento dei dolci.

L’amicizia però vale il prezzo del sacrificio, e anche quest’anno non vedo l’ora di essere guardata male e presa in giro dagli amici di una vita, circondata dalla felicità del semplice essere e stare insieme.

Poco importa se non posso mangiare e condividere il banchetto, tanto la birra viene dal luppolo, il vino dall’uva e il limoncello dal limone.

PS: per la comprensione di termini toscani consultare un motore di ricerca, per noi non esistono altre parole. Scherzo! Ecco i tentativi di definizione:


[i] Capisce

[ii] Poco ma sicuro

[iii] Essere ubriaca

[iv] Bucapere: tipo di coleottero

[v] Costine di maiale

[vi] Non lo capisco

[vii] Un pochino ogni tanto non fa male

[viii] Non si sa mai tu possa rinsavire, tornare in te, riprendere possesso delle facoltà mentali

PPS: CONVERTITI ANCHE TU AL LATO OSCURO, LE COTOLETTE FINTE NON SONO NIENTE MALE CON 1 KG DI MAIONESE SOPRA (vegana ovviamente).

                                                                                                  Cristiana Ceccarelli

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