Adottare soluzioni punk per sopravvivere a Verona: i mercatini dell’usato

Appartengo a quella categoria di persone particolarmente sensibili che tendono ad affezionarsi agli oggetti e alla loro storia, a ciò che rappresentano.

Ci sono però dei momenti di lucidità in cui mi libero con freddezza spietata di tutte le cose che sono diventate ormai inutili e smesse; l’unico criterio di sopravvivenza è la loro bellezza.

Purtroppo invece, mia madre sta entrando in quella fase dell’età in cui si tende ad accumulare, a salvare qualunque oggetto perché: “Non si sa mai che possa tornare utile”, e perciò sono battaglie perse provare a convincerla a staccarsi da qualcosa.

So che mia madre non leggerà mai quest’articolo, perciò posso confessare senza rischi che sono anni ormai che ogni volta che va in ferie mi libero di tutte le stronzate che ci sono in casa.

E ovviamente non si è mai accorta di niente: occhio non vede e cuore non duole, tanto per essere banali.

Preferendo evitare di buttar via oggetti ancora intatti e utili, sono partita all’avventura con una valigia piena di cianfrusaglie e ho scoperto il variegato ecosistema dei mercatini dell’usato.

Verona, inaspettatamente, ne ha tantissimi e si è rivelata una città aperta al riutilizzo.

Ovviamente i mercatini dell’usato accettano solo oggetti in buone condizioni e trattengono una percentuale della vendita, ma si possono ugualmente concludere ottimi affari sia come compratori che venditori.

Dimentica della mia valigia colma di roba, mi sono aggirata affascinata tra jeans a zampa d’elefante, grammofoni, macchine da scrivere, porcellane della nonna, libri di ogni genere, camicie vintage… Mi è sembrato pure di vedere la bici che mi hanno rubato quand’ero ancora matricola, solo di un’altro colore.

Scorgo la possibilità per liberarmi di regali sgraditi e intravedo anche un ottimo posto per regalo futuri, a prezzi modici ma in ottime condizioni.

Indovino persino i gusti d’arredamento del mio padrone di casa quando al reparto mobili trovo che assomiglino terribilmente a quelli recuperati del mio appartamento.

Eppure in questo maggio che sembra inverno e forse Greta Thunberg c’aveva pure ragione, la seconda vita degli oggetti non sembra più una scelta da poveracci pidocchiosi.

Che poi noi, da studenti, lo restiamo per definizione, ma per lo meno così si passa per ecosostenibili consapevoli che fa sempre figo.

La commessa accetta pure alcune cose della mia valigia e ci faccio su qualche soldino utile per quel periodo del mese.

Non sto parlando degli assorbenti, bensì dell’affitto.

Per un periodo ho venduto gli appunti, ma poi i sensi di colpa mi hanno fatto trascorrere numerosi notti insonni.

Con l’epifania dei mercatini dell’usato però, all’improvviso anche quella zuppiera con i polli disegnati sopra sembra un’opportunità di guadagno irrinunciabile.

Almeno finché mia madre sarà ancora ferie.

Lara Romeo

Annunci

Commenta l'articolo

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...