MAGISTRALMENTE INUTILE 

Di solito preferisco dilettarmi con articoli dal contenuto divertente e popolare, ma questa volta la mia penna è più delusa.

L’anno scorso ho iniziato la magistrale, e per quasi tutti gli studenti questa è sinonimo di passaggio a un percorso più preciso, attento, preparatorio. L’età che inizia a farsi sentire e anche voglia di pensare a un lavoro.

Peccato che nella maggior parte dei casi non sia proprio così. Parlo  per il mio corso di studio: editoria e giornalismo, ma credo che anche altri si riconosceranno nella situazione. 

Il mio percorso lascia comunque a desiderare nonostante il continuo incoraggiamento dei professori circa la prospettiva lavorativa, secondo i quali il mondo del lavoro ci aspetta a braccia aperte tra contratti e tutele.

Nessuna iniziativa specifica, nessun tipo di incitamento alla praticità, spesso solo lezioni frontali lette da appunti incisi nella roccia nel circa 2000 a.C., che girano di studente in studente da generazioni come le ricette di famiglia, e sono riproposte ogni anno allo stesso modo dai professori. 

Così per tanti corsi, che sembrano non lasciare niente se non il pensiero: «Ma chi me lo ha fatto fare?». Altri invece, seguiti da professori con la voglia di trasmettere una conoscenza, sono molto utili, a prescindere dal fatto che siano teorici o anche un po’ pratici — dipende dall’insegnamento. Si percepisce il loro desiderio di far avvicinare gli studenti alla materia di studio e alle conseguenti possibilità di lavoro che ne derivano.

Parliamo di semplici compiti inerenti l’argomento da portare davanti la classe durante il semestre, sia questo un articolo di giornale che uno script per la radio o disegnare la copertina di un libro.

Cose semplici ma efficaci, per mettere sul campo noi stessi e ciò che abbiamo studiato. Cose semplici che però, a eccezione per un paio di corsi, sono INESISTENTI. Per organizzazione o negligenza e menefreghismo, chi lo sa.

Eppure, per quello che studiamo, non costa poi molto: non sono necessari macchinari di ultima generazione né spazi enormi perché ABBIAMO IL MONDO che può essere raccontato e proposto in tanti modi diversi.

È anche vero che i primi curiosi di questo mondo dovremmo essere noi, e quindi cercare, scoprire, inventarci opportunità. Ma è anche vero che dovrebbe essere l’università a guidarci e farci capire quale percorso è il più adatto, su cosa concentrarci e da dove iniziare. Così da sviluppare, almeno in magistrale, una conoscenza concreta e pronta all’utilizzo una volta che davvero dovremmo confrontarci con il lavoro che abbiamo sempre sperato di fare.

Se però non abbiamo una guida, almeno generale e indicativa, sarà sempre più difficile diventare competitivi e appetibili in questo contesto saturo.

Basterebbe davvero poco: divisione degli studenti in gruppi e creazione di una redazione per i mesi del corso, con copertura quotidiana delle notizie (possibile da realizzare sia per un  giornale che telegiornale), riproduzione delle fasi che permettono la nascita di un libro (dallo scout fino all’impaginazione), commissione di piccole inchieste circa il territorio, reportage di eventi, concerti, sport. La lista potrebbe non finire mai.

Di chi è la colpa se mancano queste iniziative? Dei professori disillusi o degli studenti disinteressati? 

L’unica certezza è che quelli motivati si ritrovano intrappolati in un loop di lezioni dagli argomenti triti e sconnessi, che se esaustivi a livello teorico (e importanti) niente insegnano di pratico.

Le opportunità, è vero, ci sono: i giornali e la radio universitari; che però paragonati a iniziative per altri dipartimenti appaiono insufficienti, non per il modo in cui essi si presentano ma anche per la quantità di persone che potrebbero o non potrebbero far entrare. 

Purtroppo è anche vero che queste associazioni, che molto hanno da offrire, sono spesso snobbate.

Perché? Continuo a chiedermi. Colpa dello scarso incentivo che rende gli studenti molto demotivati? O di cos’altro?

Per dare la colpa a noi, però, dovremmo almeno essere messi alla prova.

Cristiana Ceccarelli

Pubblicità

Commenta l'articolo

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...