A LONELY CHRISTMAS

by a sad London reporter 

Ah.. Londra! Una piccola premessa: è la città che amo. Quindi, nonostante gli aspetti negativi che inevitabilmente ogni città porta con sé, proprio non ce la faccio a parlarne male.

Lì è dove sono cresciuta davvero, dove sono diventata indipendente, partendo con le mie due sole valigie, una settimana di ostello pagato, all’avventura.

Fin qui niente di strano insomma, la classica ragazza che se ne va a Londra a fare la cameriera. Non fosse che avevo deciso di trasferirmi il 14 dicembre, proprio 9 GIORNI PRIMA DI NATALE.

Inizialmente non avevo pensato alla ricorrenza, erano altri i pensieri che affollavano la mia testa e in realtà si riducevano a una sola grande euforia. Un’euforia che non accennava a scemare, nemmeno durante la vigilia. Mi dispiace dirlo ma poco pensavo al resto, se non a godermi la nuova esperienza. E la prima settimana mi sentivo come in vacanza, non avevo ancora ben realizzato di essermi trasferita o messo in conto la distanza da casa per mesi.

La capitale inglese poi, diciamo era di aiuto: feste a tema natalizio ovunque tra luci, pub aperti fino a tardi, discoteche affollatissime. Ed è proprio in una di queste che ero capitata con i miei colleghi dopo lavoro: che fai, non lo festeggi il Natale?

Birra. Birra. Gin Lemon. Birra. Gin Lemon. Gin Lemon. Le quattro.

Ed eccomi lì fuori, il locale che si stava svuotando, i miei colleghi che un po’ piegati piano piano salutavano e scomparivano per le scale della metro. 

Sono rimasta lì, in compagnia di persone appena conosciute, una di queste parecchio barcollante. Ho aspettato che il loro Uber arrivasse e l’epilogo della serata è meglio non raccontarlo su questa carta, anche perché non è questo il punto.

La mattina mi sono svegliata con la consapevolezza (finalmente) che era Natale, ma che non ero a casa mia. Non ero in Toscana, non potevo vedere i miei nonni e preparare con loro il pranzo dalla mattina presto e aspettare il resto della famiglia per mangiare, il mio babbo che ha paura di sporcarsi con il sugo, zia che ha sempre qualcosa da raccontare, mia sorella – che già vedevo poco – con cui  ridere e abbuffarsi. Non potevo perché non c’ero. E ancora la famiglia londinese che poteva mitigare il dispiacere non si era formata.

Ho chiamato a malincuore un Uber (mi dispiaceva troppo chiamare qualcuno il giorno di Natale) per tornare in ostello, dove ormai avevo capito aspettarmi una giornata tristissima con una me in veste involtino primavera con il piumone.

Londra era D E S E R T A. Assurdo pensavo. Avevo capito che i locali e gli esercizi chiudevano, ma non che tutto fosse chiuso. Non un off license aperto, non un supermercato, un ufficio, un negozio; niente. E non si tratta di un paesino come il mio, si tratta di una capitale vivacissima e a tratti caotica. Londra senza un bus a due piani e senza nemmeno una metro in funzione. “Giusto così – pensavo – abbiamo tutti gli altri giorni per fare le cose, ognuno merita di dedicare la giornata a qualcosa di speciale”. In quel momento ho realizzato quanto in realtà amo questa festa, e a quanto mi sarebbe mancata la mia famiglia nei mesi a venire.

“Mi dispiace averla disturbata”, chiedo scusa al conducente . Parliamo un po’ e gli chiedo come mai stia lavorando. Mi risponde che non ha nessuno, che tutti i suoi cari sono passati a miglior vita.

Mi si stringe il cuore e ridimensiono la mia tristezza. Gli chiedo se vuole pranzare con me o se posso offrirgli un caffè, ma ringraziando mi risponde che deve lavorare. Mi viene un po’ da piangere e rifletto.

Non che gli altri giorni non pensassi alle persone che amo, ma con tutti gli impegni cui la vita costringe, non sempre c’è l’occasione di stare tutti insieme. A Natale però sì. A Natale, prescindendo dalla festività religiosa, hai la possibilità di passare la giornata con le persone a cui vuoi più bene, hai la possibilità di sederti davanti a un bel banchetto e ridere delle storie di famiglia, bere prosecco e vedere tua madre già ubriaca dopo un bicchierino, tua nonna contenta quando arriva il momento dei dolci; e quando questa possibilità ce l’hai non dovresti mancarla o darla per scontata. Evidentemente non lo è.

A Natale vedi tutti più felici, e non per comando come crede qualcuno. Vedi le persone felici perché finalmente hanno del tempo da passare insieme, e questo è il regalo che dovremmo apprezzare, la fortuna che mai dobbiamo sottovalutare. È proprio questo che ho imparato: non sprecare mai nemmeno un’occasione per vedere chi amiamo ed essere felici insieme. Anche se si odia il Natale. 

MERRY CHRISTMAS TO YOU ALL. 

Cristiana Ceccarelli

Commenta l'articolo

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...