L’importanza del Me Time

Negli ultimi due mesi non ho potuto fare a meno di accorgermi di quanto mi manchi il tempo. Non tempo qualsiasi, ma tempo di qualità.Per una svariata serie di impegni personali, pur non avendo lezioni e vivendo nella beata ignoranza della sessione che si avvicina a passo di marcia, mi sono spessissimo trovato a pensare di dovermi prendere del tempo per me. Sono una ragazzo a cui piace stare da solo, che tuttavia non ricerca la solitudine. Tra mille impegni e incontri, dover stare a contatto con le persone sempre e costantemente mi ha costretto a ripensare questa affermazione.

Mi sono quindi fermato e mi sono costretto a pensare all’importanza del MeTime, cioè quel tempo che dedichiamo a noi stessi. Non è facile uscire dal grande vortice sociale, che diventa a tratti quasi una droga. Ci si accorge che stare tra persone con le quali si ha un reale contatto di idee e valori può spingerci a maltrattare noi stessi in cambio di compagnia di qualità. Quante volte avete deciso di restare fuori ben oltre le due pur sapendo di dovervi alzare presto la mattina dopo? Quante volte andate a lezione o uscite a pranzo sapendo benissimo di essere troppo stanchi? O troppo indisposti? Facciamo questo perché ci piace ovviamente stare con gli altri, con i nostri amici, a volte addirittura con i colleghi. È sciocco tuttavia ignorare che arriviamo tutti ad un punto in cui le nostre batterie sociali inevitabilmente si scaricano. È altresì ancora più sciocco ignorare tutti i segnali che ci mandiamo inconsciamente e che ci urlano di fermarci perché la nostra sopportazione sta giungendo al limite.

Ti ritrovi? Non preoccuparti, per questo esiste il MeTime. Il concetto è semplice, ma la pratica lo è molto meno. Consiste nell’isolarsi temporaneamente da tutto e, in particolar modo, da tutti. L’unica regola di questo gioco è lasciare fuori dalla testa tutto il rumore, le ansie, gli impegni, persino lo studio, per lasciare spazio a del tempo di qualità con se stessi. Questo implica ovviamente spegnere cellulari e internet. Il resto rimane carta bianca. Si può fare una passeggiata, leggere un libro, mangiare, farsi una maschera rilassante, una pennichella (che non può superare la mezz’ora, altrimenti sono casini) oppure guardarsi un film. Può anche durare il tempo che si desidera: da un quarto d’ora di meditazione in silenzio fino ad un intero weekend. Solitamente io mi trovo bene con un pomeriggio di tre/quattro ore, ma non nego di essermi dovuto prendere intere giornate.

La pratica di questo meraviglioso più o meno sport mi ha portato vantaggi enormi. Primo fra tutti, e di certo il più sconcertante, è lo svegliarsi di buon umore il lunedì mattina. Sei scoppiato a ridere, caro lettore? La prima volta che mi accadde, mi chiesi se fossi effettivamente ancora vivo o se ero per sbaglio finito in coma e stessi sognando. Mi ha dato soprattutto l’energia per godermi appieno le relazioni con gli altri senza arrivare sfinito e scorbutico al giovedì, lanciando sberle a destra e a manca.

Per dove siamo ora, prendersi del tempo non è un atto di egoismo, ma di coraggio. Anche fosse un atto di egoismo, chissenefrega. A volte essere egoisti significa sopravvivere alla giungla sociale. Quindi sopravvivi e spegni il telefono!

Luca Ortolani

Commenta l'articolo

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...