Un libro non è mai solo un libro

Un viaggio tra le pagine

Leggere. Fin da quando ero piccola ho sempre odiato farlo e ciò era alquanto strano e non poco problematico: il mio sogno infatti, era quello di diventare scrittrice ed è facile capire che questo mio odio per i libri non mi sarebbe stato di molto aiuto per le mie grandi aspirazioni professionali. Come ogni bambino però, sognavo ingenuamente di diventare la prima scrittrice a non aver mai letto un libro in vita sua. Quanto mi sbagliavo. Infatti, nella vita di tutti arriva sempre una grande svolta, quella che ti fa cambiare prospettiva, che ti apre la vista su un nuovo orizzonte. Quella svolta per me è stata segnata da un libro, che in un certo senso mi ha aperto gli occhi sul mondo della lettura e mi ha sbloccata da questa mia grave mancanza. Da quel momento in poi, non sono più riuscita a farne a meno.

Ho capito quanto un libro potesse assomigliare ad un biglietto di sola andata in business class poiché si ha la possibilità di viaggiare nel tempo e nello spazio comodamente seduti sul proprio divano: si può tornare indietro nel passato e rivivere la storia nei suoi più oscuri e misteriosi anfratti, oppure catapultarsi in un futuro inesplorato e distopico. Altrimenti se si decide di rimanere nel presente, è possibile ribaltare l’universo e le sue leggi, entrando in un mondo parallelo o inesistente.

Solo da queste poche righe si può ben capire che i libri possiedono una vera e propria magia al loro interno, che non si esaurisce solo nei confini del tempo e dello spazio. Infatti un’altra cosa grandiosa che è possibile fare leggendo è quella di vivere mille vite e mille storie: non ci si limita più alla propria esistenza poiché è possibile diventare protagonisti di una realtà diversa dalla propria, di vestire panni nuovi e inediti, di guardare il mondo attraverso un paio di occhi che non sono i nostri e di cambiarlo grazie ad un nuovo paio di mani.

Inoltre anche se tutto ciò si può palesare solo nella nostra mente, vi assicuro che le emozioni che ne scaturiscono sono vere: leggendo si odia e si ama, si piange e si ride e se si è fortunati, si possono scoprire anche cose su noi stessi di cui non eravamo a conoscenza. La lettura ci permette anche di sperimentare senza ripercussioni: possiamo pensare a quali scelte avremmo fatto al posto dei protagonisti, come avremmo agito in quella precisa situazione, tutto questo senza pagarne le conseguenze. In realtà però alcune conseguenze ci sono: i libri segnano moralmente la nostra anima, ci portano a fare riflessioni profonde che sono in grado di cambiare anche la nostra quotidianità e di questo io sono testimone. Mi sono infatti resa conto di quanti miei comportamenti e tratti del carattere derivino effettivamente da letture passate: il lettore è la commistione perfettamente imperfetta di tutti i suoi personaggi e si porta dietro le loro vite e le loro storie come una valigia che non smetterà mai di riempirsi e che non lo tormenterà mai per il suo peso.

Proprio per via di questa mia “conversione” alla lettura, ho iniziato a chiedermi sempre più spesso cos’è che ha portato le persone ad allontanarsene, perché è inutile nasconderlo, i dati parlano chiaro: meno della metà degli italiani legge libri. Ovviamente le cause sono molteplici ma personalmente ho cercato di scavare più nel profondo per bucare la barriera del superfluo e sono arrivata ad una conclusione: la gente al giorno d’oggi non legge perché è diventata più egoista. Sono infatti tutti troppo concentrati su se stessi e sui propri problemi per poter aprire la propria anima alla vita e alla storia di qualcun altro, anche se questo qualcun altro non è reale, ma è semplicemente una manciata di parole sparse su un foglio bianco. La lettura necessita di apertura mentale e vulnerabilità, perché richiede di mettersi a nudo per potersi rivestire di abiti nuovi. Necessita di immedesimazione ed empatia, due arti che la persona egoista non possiede.

Posso capire che tale operazione non è per tutti facile da mettere in atto, ma esistono tanti buoni metodi per avvicinarsi alla lettura e capire quale genere è quello a noi più affine. Il trucco più semplice è intuire di quale emozione abbiamo bisogno in quel preciso periodo, di cosa vogliamo nutrirci, cosa, in poche parole, ci può rendere felici in quel momento. La scelta del genere sarà automatica. Per quanto riguarda il racconto in sé poi, sarà tutto da scoprire: sta a voi aprire la vostra mente e indossare lo sguardo dell’immaginazione

                                                                                                                         Matilde Scavino

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