Ci sono cascata di nuovo: la mia esperienza con il ghosting

Quante volte ci è capitato di incontrare il principe azzurro tutto galante, l’uomo che fa complimenti, che fa sorridere, che alimenta i più romantici e accattivanti film mentali che ci accompagnano per intere giornate… insomma, l’uomo dei sogni?  D’improvviso il grigiore delle mura di città sparisce per lasciare spazio ad arcobaleni, unicorni, cuoricini; sale l’adrenalina, l’euforia e nasce una strana energia positiva che ci porta incredibilmente a sorridere anche alle sette della mattina! Ah, le cotte… basta un secondo per volare. Basta un sorriso e cadiamo nella loro trappola.

La prima fase è l’illusione e inizia nel momento esatto in cui li vediamo per la prima volta. In quel momento si manifesta un solo pensiero nella loro testa: sesso. Gli unici due neuroni che hanno iniziano a girare come trottole per cercare di raggiungere il loro obiettivo e con estrema astuzia gli uomini sfoggiano le più ammalianti tecniche di seduzione: sguardi, complimenti, sorrisi e quegli argomenti da piccolo intellettuale che fanno tanto impazzire noi donne (il fascino da professore de La casa di carta è irresistibile); quei piccoli preamboli che bastano per farci sentire apprezzate e abboccare e così lasciamo il nostro numero di telefono. Ci scrivono e dopo qualche giorno di lasco che li permetta di tessere ancora un po’ la tela dei complimenti, saltano fuori con la frase che soddisferà il loro piccolo amico penzolante: «non riesco a smettere di pensare a te, quando ci rivediamo?».  Inebriate dalle tonnellate di carinerie smielate dei giorni precedenti, dal ricordo di quel fantastico primo incontro, da quel maledetto sorriso, abbocchiamo all’amo la seconda volta come delle perfette idiote convinte di star vivendo nella trama di Notting Hill. Peccato che lui non è William Thacker, ma solo uno dei tanti uomini che ragionano con l’uccello, come si suole dire. Infatti, dopo che abbiamo smesso di mangiare per giorni illudendoci di riuscire ad eliminare quei piccoli rotolini al sapore di Nutella Biscuits causati dall’isteria della fine della storia precedente, aver sofferto come cani per una ceretta completa e aver lasciato all’estetista un quarto del nostro misero stipendio da barista guadagnato a fatica,  aver programmato ogni minuto della giornata, rotto le scatole alle nostre amiche per capire come vestirci, ecco che si dimostrano essere i perfetti coglioni di sempre e ci danno buca con le solite scuse insulse. «Non posso uscire con te perché sono ospite a casa di un amico e non voglio approfittare della sua ospitalità»; «devo aiutare mio papà questa sera»; «ho una riunione scout»; «devo fare il tampone covid domani mattina quindi non posso venire a dormire da te» (ve lo giuro, me lo hanno detto davvero) e altre stronzate. Tutto questo perché il loro microscopico cervelletto ha realizzato che è troppo faticoso prendere un treno o rispondere ad un messaggio per scopare e quindi passano spudoratamente ad un’altra preda, magari che abiti più vicino, ignorandoci. 

Rimaste sole a questo punto per noi inizia il bello, la terza fase. Quel momento in cui realizziamo di essere state ingannate e vorremmo vedere bruciare le loro simpatiche facce da scemi, quel momento in cui l’acuta mente femminile sviluppa le tecniche più sopraffine per riuscire a vendicare il cuore spezzato: rigare la macchina, scambiare lo shampoo con la cera depilatoria oppure distruggere la chitarra o gli appunti della tanto famosa riunione a cui doveva partecipare. Si potrebbe fare una lunga lista… a me piace l’idea di un bel regalo esplosivo da mandare per posta: suona il campanello, aprono il regalo e… sorpresa! D’un tratto saltano in aria. Quanto sarebbe soddisfacente!

Ma la verità è che la fase quattro arriva più veloce e tutti i presupposti per riuscire a sentirci meglio sfumano in pianti e chili di gelato al cioccolato (non c’è cura migliore comunque) mentre rileggiamo i messaggi e guardiamo per la quarantesima volta di seguito il Titanic chiedendoci quando mai arriverà il nostro Jack. 

E infine, quando anche il divano si stanca di sentire il nostro docile peso su di esso, ecco che ci rialziamo più forti di prima e con la certezza di non volere più alcun contatto con il genere umano maschile e la convinzione di non ricadere nella trappola. E proprio quando ci sentiamo finalmente libere, abbiamo superato il trauma, siamo riuscite a non comprare cioccolata per una settimana e a non spiare qualsiasi profilo social che li riguarda, compare un nuovo fottutissimo sorriso. 

Riusciremmo mai a resistere? Io non credo. 

Chiara Calvi

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