Una bilancia sotto l’albero: come evitare il body shaming a Natale

Il Natale e le feste si avvicinano inesorabilmente. Un altro anno, bello o disastroso, è passato e quel periodo è ormai giunto. Canzoncine e decorazioni appese in tutte le case e le strade, caldi e imbarazzanti maglioni colorati, le gioie di rivedere la propria famiglia al completo, capitalismo a fiumi e tisane bollenti. Anche chi non apprezza il Natale ha qualcosa per cui gioire: che sia la netta supremazia del pandoro sul panettone o la riscoperta di piatti che si gustano solo in questo periodo dell’anno, la tavola natalizia ci trova sempre d’accordo.

I veri problemi spuntano davvero solo dopo. Quando arriva il momento di salire sulla bilancia. In quel momento si comincia a pensare che forse quella volta si poteva fare a meno del terzo piatto di pasta, o del pandoro alla crema di mascarpone inzuppato nella cioccolata calda, o, se siete veronesi, al piatto di bollito e pearà della nonna.

E allora i sensi di colpa crescono: non si mangia più tanto volentieri il panettone avanzato a colazione e nemmeno i pistacchi come merenda. Davanti al riflesso delle vetrine sembra di essere sempre più grossi e  tante volte pure la famiglia non contribuisce a farci sentire a nostro agio, facendo notare in modo fastidioso quello che non avremmo voluto vedere. Si sente addosso lo sguardo inquisitore degli altri, il vestitino carino preso per capodanno non veste più bene come prima, il disagio aumenta come se fossimo costretti a dare giustificazioni sui nuovi cambiamenti fisici.

Purtroppo c’è una cosa ancora peggiore dello shaming da parte degli altri: la critica da parte di noi stessi. Quella sensazione di non essere mai abbastanza carini, che di certo non erano necessari quei chili in più o in meno, quei brufoli, la nuova smagliatura. Il sentimento che il nostro corpo non potrà mai essere all’altezza. Quell’idea, ormai così inculcata, che dura tutto l’anno, ma che ora è ancora peggio. Già vedo tutte quelle persone stringersi una coscia tra le mani e guardarla con aria sconsolata.

È un sentimento condiviso da tanti, così tanti che sono strani quelli che non lo provano.

Se da un lato è positivo l’interesse rivolto al nostro benessere e alla salute del corpo, che magari potrebbero essere messi a dura prova in questo momento, l’ossessione per il nostro  aspetto è altrettanto nociva. Credo che bisognerebbe imparare a prenderci cura di noi stessi, preoccupandoci prima di tutto della nostra salute. Il nostro corpo fa tanto per noi per mantenerci in vita tutti i giorni e spesso non viene rispettato abbastanza, a causa del suo aspetto che non è adatto. Ma adatto per cosa? Sono convinta che ognuno di noi abbia la propria bellezza, e no, non sto parlando solo di quella interiore, ma di una bellezza tangibile che ci rende originali e inconfondibili.

Quindi, impariamo a goderci questo periodo di feste, facendo il possibile per non influenzare il nostro umore con quello che vediamo allo specchio. Talvolta quello che si vede nel nostro riflesso non è quello che vedono gli altri. Quello che gli altri percepiscono è l’amore o la sicurezza in noi stessi.

Per Natale fate i buoni, ma anche nei vostri confronti.

Irene Tonet

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