Natale ai tempi del covid: speranze e paure

Care lettrici e cari lettori, ci siamo: sta per arrivare una delle feste più amate da tutto il mondo. Finalmente quest’anno forse riusciremo a riprenderci ciò che ci è stato strappato via nel terribile 2020. Era il 18 dicembre quando è uscito l’odiato “decreto Natale”, che dopo la mancata apertura dei tradizionali mercatini natalizi, ci ha sferrato il colpo finale: il Natale non ci sarebbe stato.

Niente scismi a casa dei parenti, niente abbuffate da fare in compagnia o vecchie prozie che ti chiedono se hai finalmente trovato uno scopo nella tua vita. Sappiamo tutti però, che il 25 dicembre è molto più di questo e che nella maggior parte dei casi, inizia a farsi sentire già molto prima. È quell’atmosfera di magia e calma, quel fiondarsi freneticamente nei centri commerciali per accaparrarsi i regali migliori, quell’acquolina che ti viene al solo pensiero del piatto forte di tua nonna.

Il Natale inizia solitamente già a metà novembre e anzi, quest’anno, forse per la paura che ci venisse strappato via un’altra volta, si può dire che i festeggiamenti siano iniziati subito dopo Halloween. Probabilmente abbiamo avuto il timore (e ammettiamolo, ancora lo abbiamo) che questo splendido periodo sfumasse nuovamente in una singola giornata buia e solitaria, oppure eravamo così ansiosi di rivivere questa atmosfera che ci siamo affrettati per farla durare il più a lungo possibile: in questo modo, quasi tutte le città si sono colorate di mille lucine e nelle case spuntano già i primi alberelli decorati. Basta fare un giro per la nostra splendida Verona per sentire quello che io definisco “il brividino da Natale”: i banchetti che vendono per la maggior parte cose inutili e costosissime ma che ci rapiscono sempre lo sguardo, l’aroma dei bretzel e del vin brulè che viaggia nell’aria e le adorabili decorazioni per le quali svuoteremo il nostro portafoglio.

Insomma tutto ci permette di tornare bambini e soprattutto ci consente di tornare a sognare e a sperare dopo il periodo terribile che purtroppo in parte stiamo ancora vivendo. È ovvio poi che tra la gente e anche tra di voi miei cari lettori, ci saranno dei perfetti Grinch che stanno rabbrividendo leggendo queste righe o che probabilmente hanno girato subito la pagina, ma vi scrive una che alla veneranda età di diciannove anni, fa ancora a gara a chi ha ricevuto più regali con le sue cuginette. Quindi mi scuserete se sono un’inguaribile natalizia ma non posso farne a meno e so che molti di voi condivideranno.

Non mi resta che augurarvi un sereno e felice Natale e mi permetto anche di darvi un consiglio: vivete questi attimi con intensità perché, come ormai abbiamo imparato, è quando qualcosa ci viene tolto che iniziamo a sentirne la mancanza, quindi approfittatene ora che ci è stata ridata questa magia.

                                                                                                                                   Matilde Scavino

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