Introduzione al Grinchismo: apriamo gli occhi sul Natale

Mi perdoneranno i miei fedelissimi, dato che per questo Natale li priverò della mia solita invettiva natalizia per dedicarmi a voi, teneri piccoli innocenti infedeli: voi, dolci pecorelle, che ancora danzate attorno ai finti abeti, che vi genuflettete al vostro dominus Sir. Nicholas (Babbo) Natale, che vi lanciate sulle vostre mangiatoie di lasagne e tortellini. Io sono qui, cari bimbi sperduti, per redimervi e salvarvi dalla schiavitù del Natale.

Sulla carta, risultiamo come una piccola comunità di eretici e sovversivi, ma solamente perché i grinchisti praticanti son pochi. Tuttavia so che tra voi ci sono adepti timidi e impauriti, che covano l’odio, ma non lo lasciano vedere. Quanto ai molti che, come bambini, si tuffano nelle piscine di palline decorative, non temete: il tempo per redimervi c’è! Il Grinch è grande, buono e perdona… cioè, non tutto tutto, ma non dovete dirglielo che è dal 1° giugno che cantate Mariah Carey.

Quello che non molti sanno è che no, non serve andare in giro con la faccia verde e il ricciolino in testa per essere un grinchista. Tuttavia, bisogna rendersi conto che la gente è stronza sotto Natale come lo è tutto il resto dell’anno. No, sul serio, smettetela di sniffare lo zucchero a velo dal pandoro: la gente non è più buona. Volete un esempio? Ce li ricordiamo i traumi delle verifiche di dicembre delle superiori o solo io ne avevo sette in una settimana da sei giorni? Per non parlare del sadismo dei parenti che ti fanno sempre le stesse domande coscienti che sì, sei single come un cane e sì, da piccolo ero un pandorino e adesso sono un cesso a pedali, sì, ho messo su due chili oppure sì, sono fottutamente sciupata perché ho dovuto studiare venticinque ore al giorno per quel dannato parziale.

A Natale puoi… fare quello che non puoi fare mai e questo, ahimè, è vero. A Natale, ad esempio, puoi stare tutto il giorno in pigiama, puoi sfondarti di cibo, puoi rilassarti… ah no, questo non puoi. Cioè puoi, ma… con moderazione, cioè devi studiare. In ogni caso sì, a Natale puoi essere buono, come puoi il resto dell’anno, solo che non vuoi. Parliamoci chiaro: qualcuno qui che vuole perdonare l’ex bastardo solo perché dei pupazzi vestiti di rosso si stanno arrampicando sulle facciate di ogni negozio? 

Inoltre, mi piacerebbe informare tutti che Natale cade il VENTICINQUE DICEMBRE. Com’è che la gente, nel togliersi il costume di Halloween, è scivolata in quello da elfo? Quanti cominciano a festeggiare San Valentino dal primo gennaio? Ok, facciamo dal due, perché se siete in grado di pensare il primo gennaio è triste, mi dispiace, vi compatisco. Ad ogni modo, nessuno comincia ad accumulare i baci perugina da gennaio o, peggio ancora, da Santo Stefano. Fosse anche una cosa da organizzare, capirei. D’altronde, Capodanno puoi iniziare a organizzarlo a ferragosto, ma il trenta sarai ancora incerto sul da farsi, tuttavia per Natale è sempre la stessa cosa: vigilia da me, Natale dai nonni, Santo Stefano in pigiama. Persino per fare la spesa, il primo novembre è un po’ prestino.

Inoltre, tutta questa fretta di fare l’albero? L’albero è fatica, sudore, schiavitù. Capisco i rigorosi che “l’albero si fa all’Immacolata e si smonta alla befana” e capisco anche quelli che lo fanno dopo, in extremis, giusto per uniformarsi al pensiero dominante, ma i mostri che lo fanno prima? “Eh ma è bello” e allora teniamolo tutto l’anno! Il 23 luglio io ho guardato Love Actually e il fatto che sia natalizio non ha reso Hugh Gra… ehm… il film meno bello. L’abete è solo un alberello, le lucine sono solo delle lampadine piccole piccole e il presepe è solo l’antesignano dei villaggi LEGO. I cuori li indossiamo tutto l’anno, le paiette non escono mai dal nostro armadio e più grigliate si fanno meglio è. 

Per di più non ho mai capito perché c’è tutto questo visibilio per un compleanno, un evento comunissimo (senza contare la poca attenzione riservata a Maria che ha partorito in una stalla-grotta nell’anno zero), mentre a Pasqua, quando Gesù risorge, al massimo si festeggia una settimana. Insomma, vorrei solo dire che, per una nascita, si comincia ad entrare in fermento due mesi prima e ne si esce, col cuore vuoto, un mese dopo, manco fosse una storia d’amore!

Nella speranza che rimettiate i vostri peccati, vi auguro di fare conquiste a capodanno e di non fare indigestione di lucine e brillantini.

Aurora Togni

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