Le piccole cose

Mi è capitato di recente, mentre scorrevo la prima pagina di Amazon Prime alla ricerca di qualche ispirazione, di notare uno dei miei film preferiti in assoluto. Un film famoso forse per i motivi sbagliati e circondato in egual misura di convinti detrattori e indefessi ammiratori. Si è anche guadagnato un controverso articolo sul suo impatto nell’immaginario femminile e di quanto sia stato dannoso. Per conto mio, è un film assolutamente pieno di poesia, fuori dagli schemi e che gioca con il concetto di cinema d’autore. Sto parlando del Favoloso mondo di Amelie. Preso dalla nostalgia, mi sono fatto catturare e mi sono messo a riguardalo per la centesima volta. Ciò che più di tutto apprezzo in questo titolo, è la sottolineatura costante che viene fatta delle piccole cose. Le piccole sensazioni fisiche, l’aria che ci circonda, il cielo limpido sopra di noi. Sta per scapparmi un’affermazione molto boomer, ma, da studente della magistrale, sento di potermela permettere. Siamo universitari e ci piace immaginarci come persone perennemente impegnate: libri, ore di studio, lezioni, chi lavora, chi fa sport. I momenti liberi quasi non ci sono e quando esistono, sono piagati da un vago senso di colpa, una specie di rumore di sottofondo che ci ricorda che potremmo impiegare meglio quel tempo che stiamo perdendo. Da studente consumato, voglio dirvi con sincerità che la differenza tra il tempo sprecato e il tempo non sprecato sta proprio in quello che Amelie vuole insegnarci: le piccole cose, i piccoli e nascosti piaceri della vita. Lei parla di affondare la mano in un sacco di legumi, di rompere la crosta della creme brulee con il cucchiaino o di far saltare i sassi sull’acqua. Ognuno ha i propri e ci caratterizzano più di ogni altra cosa perchè sono totalmente nostri e senza alcun fine se non quello di essere piacevoli. A me piace respirare l’aria fredda della montagna invernale o il calore delle piastrelle di cotto in primavera. Questi momenti nutrono il nostro benessere. Sono piccoli regali, disinteressati presenti che l’universo ci manda. Vi spingo caldamente a ricercare i vostri e goderli quanto più possibile.

Luca Ortolani

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