E se…?

Viviamo in un mondo in cui ci viene chiesto di essere perfetti, di avere voti alti, di sapersi comportare in modo adeguato e prendere sempre la decisione giusta. Sentiamo spesso dire che nessuno è perfetto, che errare è umano, ma pochi ci credono veramente perché nel momento in cui sbagliamo è difficile cercare di rimanere positivi: veniamo avvolti da una nube di frustrazione, che insieme al senso di colpa occupa la nostra mente senza darci un attimo di tregua. In questi momenti non facciamo altro che pensare agli errori commessi immaginando che cosa sarebbe successo se avessimo preso decisioni diverse, ben consapevoli che ormai non possiamo più tornare indietro.

Cosa accadrebbe se ci trovassimo in un’enorme biblioteca piena di libri che parlano unicamente della nostra vita? Che cosa succederebbe se ogni nostro rifiuto o rimpianto non fosse mai esistito?

Immaginiamo per un momento di trovarci di fronte a decine di migliaia di volumi nei quali vengono narrate diverse versioni della nostra vita; decine di migliaia di testi in cui prendiamo decisioni diverse. Che cosa faremmo? Che libro prenderemmo e che cosa cambierebbe? Purtroppo non possiamo saperlo, non siamo i protagonisti del libro fantasy di Matt Haig La biblioteca di mezzanotte, in cui la protagonista si trova realmente intrappolata in questo luogo fantastico, libera di poter scegliere un libro diverso con protagonisti e vicende migliori. Siamo solo dei semplici esseri umani che non fanno altro che prendere decisioni con la costante paura di sbagliare e che, anche dopo averla presa, continuano a guardarsi indietro dubbiosi e temendo di non aver fatto la scelta giusta. 

Non possiamo fare diversamente. Forse è vero quello che si dice: errare è umano e anche se non è facile ammetterlo, non possiamo farci niente. Possiamo solo riconoscere di aver sbagliato e andare avanti. 

In un certo senso la nostra vita è un po’ come un’autostrada: siamo liberi di prendere l’uscita che vogliamo, ma una volta imboccata non possiamo tornare indietro; certo, possiamo guardare l’autostrada allontanarsi dallo specchietto, ma ciò non cambierebbe niente, rischieremmo solo di fare un incidente perché troppo distratti. Perciò, cari amici lettori, possiamo continuare a piangere sul latte versato e rimanere intrappolati nei nostri rimpianti o possiamo scegliere di proseguire verso una meta ignota. 

In assenza di biblioteche magiche, libri alternativi che ci permettono di tornare indietro, non ci rimane altro che proseguire con la nostra vita e sperare di non incappare nello stesso errore, negli stessi dubbi e negli stessi sensi di colpa. Dovremmo andare avanti perché nessuno potrà mai garantirci che in futuro non sbaglieremo nuovamente. D’altronde la vita è fatta di cadute, di strade sbagliate e di imperfezioni, ci troveremo sempre ad un bivio, sta a noi la scelta di imboccare una delle strade possibili ricordandoci che la perfezione tanto sperata non esiste, esistono solo opportunità. 

“Non poteva fuggire da se stessa. Doveva rimanere lì e prendersi cura di quella terra desolata. Avrebbe potuto piantare una foresta dentro di lei”.

Maria Teresa Tortorella

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