Allergia portami via

Finalmente maggio è arrivato e con lui le giornate si allungano, le temperature gradualmente aumentano e si diffonde nell’aria l’odore tipico della primavera. In questo clima di allegria e spensieratezza che ci fa sentire carichi e pronti a tutto, arriva anche lei, la temutissima allergia stagionale, che dopo mesi di latitanza ha deciso di uscire allo scoperto per mietere nuove vittime. 

Nemica giurata di molte persone e puntuale come pochi, è arrivata da alcune settimane nella vita degli italiani provocando già da subito la chiusura dei nasi, il bruciore agli occhi, lo spiacevole prurito in tutto il corpo e molto, molto altro. Grazie a lei il meraviglioso clima primaverile con i suoi colori e profumi viene coperto da valanghe di fazzoletti bianchi e antistaminici, che diventano le nostre uniche certezze, i nostri amici fidati senza i quali non potremmo vivere. In questo clima di starnuti e pruriti vari, possiamo solamente consolarci pensando di non essere gli unici ad affrontare tali sofferenze. Infatti, secondo i dati resi noti lo scorso anno in occasione dell’Allergy Day, la giornata nazionale dedicata alle allergie, si stima che in Italia almeno una persona su tre soffra di allergia. 

Molte sono le tipologie di allergie che colpiscono le persone e molti sono i sintomi ad esse legate; in questo periodo, tuttavia, si riconoscono dominanti soprattutto quelle associate all’esposizione al polline, agli acari o ai peli degli animali: in poche parole, cari lettori, ovunque noi andiamo, non abbiamo via di scampo!

Nonostante ciò, è importante vedere il bicchiere mezzo pieno e cercare di pensare in modo positivo perchè ci sono persone messe anche peggio di noi con allergie più gravi che colpiscono un esiguo numero di persone e che sono più difficili da trattare come ad esempio la fotoallergia, una reazione del sistema immunitario scatenata dalla luce del sole.

Questo tormento, fonte di ogni disperazione è ormai al nostro fianco da secoli:  sebbene il termine “allergia” sia stato coniato solo intorno al 1800 dal medico austriaco Clemens von Pirquet, questa spiacevole “compagna” era già nota in tempi molto più antichi; ci sono giunte fino a noi diverse testimonianze come ad esempio una risalente a tremila anni fa in cui dottori cinesi descrissero “un’allergia delle piante” che causava raffreddori e altri scritti come quello in cui si comunica la morte del faraone egizio Menes ad opera della puntura di una vespa nel 2641 a.C..

Tuttavia, sempre cercando di vedere le cose da un’altra angolazione, nonostante le allergie ci siano sempre state e abbiano creato diversi disagi, a volte ci hanno anche aiutato ad uscire da situazioni imbarazzanti. Probabilmente sarà capitato a tutti almeno una volta di iniziare a starnutire ripetutamente in pubblico e di aver giustificato questo momento imbarazzante parlando “casualmente” ad alta voce dando la colpa all’allergia; ecco, solo per questo motivo dovremmo ringraziarla anche se adesso è tornata ad essere inutile e fastidiosa.

Con l’arrivo della pandemia, infatti, si è diffusa una nube di paura che ha fatto diventare tutti ipocondriaci: adesso, perfino un singolo starnuto dovuto all’ondata di polvere generata dai muratori diventa un campanello d’allarme per le persone che, per sicurezza, si allontanano per evitare di essere contagiati. Ed è così che noi poveri allergici con il naso gocciolante e lo starnuto facile veniamo guardati con paura manco fossimo degli untori. 

Per non iniziare ad essere polemica, caro amico lettore, vorrei concludere questo lungo e forse noioso articolo col dirti che non sei solo in questa lunga ed estenuante lotta perché noi della Gallina (e del resto tutti gli allergici) sappiamo come ci si sente e in assenza di conoscenze mediche l’unica cosa che possiamo consigliarti, oltre che ad attrezzarsi di fazzoletti e antistaminici, è quella di stringere i denti, sperare che la primavera passi velocemente e che le mascherine possano un po’ aiutarci in questa dura ed estenuante stagione!

Maria Teresa Tortorella

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