Esu Day Feedback Session

Noi della Gallina non ci siamo mai vantati di essere troppo bravi, intelligenti e non abbiamo di certo mai preteso di essere presi in troppa considerazione. D’altra parte siamo solo uno scapestrato gruppo di alcolisti anonimi senza paura, ma sicuramente con qualche macchia (di vino possibilmente). Ci siamo sempre però visti un po’ come dei Brancaleone, una brigata di avventurieri pronti a dare l’assalto al potere e parlare di quello che non ci gusta, perché dopotutto in vino veritas, e più in vino di noi è difficile trovarne. Non giunge nuovo allo spirito del giornale allargarsi alla polemica universitaria oltre il nostro abituale ciarlare di serie tv, film e baretti. Per quanto l’alcol di qualità sia la nostra fonte primaria di ispirazione, anche la nostra esperienza da studenti rimane fondamentale. Questa introduzione è necessaria ai fini della mia seguente affermazione: l’ESU Day di un paio di settimane fa ha fatto cagare pensare che l’organizzazione non sia stata delle migliori.

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Come saltare la sessione e vivere senza vergogna

AAAAHH che bello eh? Siamo di nuovo a settembre. Ogni anno sembra che questo odiato mese non debba arrivare mai e invece, quando meno te lo aspetti, mentre ti godi il sole estivo eccolo che arriva, come un martello ad incudine tra capo e collo, freddo e ventoso, cavalcando su uno scheletrico destriero sussurrando le parole sessione autunnale.

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Caro Lovecraft, grazie per gli incubi

Non è mai semplice parlare di uno scrittore, chiunque esso sia. Gli scrittori sono gente strana, particolare, quasi sempre immersi nei loro pensieri ad analizzare la vita per trovare l’ispirazione anche nei più reconditi dettagli della realtà. Per questo motivo uno scrittore come Lovecraft è un argomento ancor più delicato da trattare, perché il Solitario di Providence non solo conduceva una vita relativamente tranquilla per uno scrittore e un uomo della sua epoca in cui i disturbi della psiche erano sempre più frequenti, ma perchè non traeva ispirazione da idee razionali, elementi comuni, ma bensì dallo spazio onirico della sua mente, uscendo anche dai binari precedentemente scavati da un altro scrittore che molti gli associano, cioè Edgar Allan Poe. Continua a leggere