Caro Lovecraft, grazie per gli incubi

Non è mai semplice parlare di uno scrittore, chiunque esso sia. Gli scrittori sono gente strana, particolare, quasi sempre immersi nei loro pensieri ad analizzare la vita per trovare l’ispirazione anche nei più reconditi dettagli della realtà. Per questo motivo uno scrittore come Lovecraft è un argomento ancor più delicato da trattare, perché il Solitario di Providence non solo conduceva una vita relativamente tranquilla per uno scrittore e un uomo della sua epoca in cui i disturbi della psiche erano sempre più frequenti, ma perchè non traeva ispirazione da idee razionali, elementi comuni, ma bensì dallo spazio onirico della sua mente, uscendo anche dai binari precedentemente scavati da un altro scrittore che molti gli associano, cioè Edgar Allan Poe. Continua a leggere

Odi et amo

C’è una cosa che vorrei finalmente dire al signor Baricco, per mettere le cose in chiaro a qualche anno dall’inizio della nostra frequentazione: a scherzare troppo col fuoco si rischia di rimanere scottati. Ma in cuor mio so che lui questo già lo sa, e sarei pronta a scommettere che è proprio per un irresistibile gusto di essere egli stesso uno dei suoi personaggi che il Preside continua imperterrito a scrivere come sempre ha fatto, fregandosene di tutto il resto. Continua a leggere

Elena missing – ma va bene così

Cara Elena Ferrante,
voglio dirti che nemmeno mi interessa sapere se ti chiami davvero così o se invece il tuo nome è Anita o, perché no, Domenico – per anni mi sono imposta di non sapere che faccia avessero i miei scrittori preferiti, quindi figurati se ho problemi con il fatto che tu non abbia mai mostrato il tuo volto in pubblico o che dietro al tuo nome si celi una persona completamente diversa. Continua a leggere

Nice to meet you, Mr Salinger

Molto spesso si dimentica che dietro a uno scrittore si nasconde, prima di ogni altra cosa, un uomo: esattamente identico a quello che giorno dopo giorno si appresta a portare avanti la sua vita nel più consueto dei modi. Un uomo che si getta la propria vita alle spalle – quella ripetitiva, banale – per lasciarla al margine di tutte le storie che sarà in grado di raccontare. Continua a leggere