Stage

Credevate di arrivare all’università per studiare e basta? Il nostro corso ci obbliga a destinare 6 dei nostri preziosi CFU a uno stage di orientamento e lavoro. Vediamo il lato positivo della cosa: finalmente dopo anni di studio e teoria potremo toccare con mano la bellezza di svolgere una professione come si deve, ovvero di essere sfruttati per un po’ di esperienza in più. Insomma, un primo assaggio del roseo futuro che ci aspetta. Ma da buoni studenti quali siamo, abituati a stare sempre tra i libri (?) è davvero difficile barcamenarsi tra la burrascosa marea di pratiche e adempimenti da portare avanti per qualche ora di lavoro. Ecco la guida fondamentale per tutti i futuri stagisti.

La “semplicissima” procedura di attivazione dello stage si divide in due strade inizialmente molto diverse: o vi affidate alla divina provvidenza lavorativa universitaria dello spazio stage oppure puntate sulle vostre capacità e vi trovate da soli uno sfruttator… ehm, un datore di lavoro.

Strada Uno → Spazio Stage
In questo caso sarà l’Università a guidarvi (per modo dire) alla ricerca di un’azienda che vi sfrutti come si deve. Il vostro compito sarà quello di iscrivervi allo Spazio Stage, relegato in una zona d’ombra del sito univr.it e più precisamente in questa pagina. Vostro compito sarà iscrivervi, caricare il vostro fornitissimo curriculum, le vostre conoscenze e usare il portale per frugare tra tutte le offerte caricate dalle aziende e candidarvi per quelle che vi sembrano più adatte. Insomma, una sorta di ufficio di collocamento 2.0 dal quale sarà quasi impossibile ottenere qualcosa, salvo improbabili convergenze astrali favorevoli. Meglio passare alla seconda strada.

Strada Due → L’azienda me la cerco da solo!
Non fatevi ingannare dalla precaria condizione lavorativa del nostro paese: le aziende che cercano ignari virgulti da sfruttare senza cacciare un soldo sono davvero tante. Vostro compito sarà trovarne una e dare il via alle pratiche per questo “utile sfruttamento legalizzato”. Anche qui il tutto si dirama su due strade distinte. La via più semplice è trovare un’azienda che sia già convenzionata con l’Università. In questo caso potrete avviare le pratiche e partire in tempi relativamente brevi, ma si parla per lo più di leggende metropolitane quasi prive di alcun fondamento. La via sperimentata dai più è quella di una lunghezza burocratica infinita in puro stile italiano. La vostra azienda, che dell’Università degli Studi di Verona non sa nemmeno l’esistenza, dovrà interfacciarsi con lei ed entrare nel ristretto ed esclusivo club delle aziende accreditate. Qui il vostro compito sarà quello di mettere in contatto i due poli e far sì che stipulino “La Convenzione”. Mentre loro se ne occupano (non chiedetevi che fanno, impossibile da spiegare o da sapere) vostro compito sarà solo quello di aspettare, aspettare e aspettare. Se vi stancate di aspettare meglio fare un sollecito ogni tanto e… aspettare ancora.

A questo punto la palla passa a voi. E qui dovrete tassativamente recarvi all’Ufficio Orientamento e Lavoro in via Campofiore 19 e farvi dare i documenti necessari per attivare lo stage. Questi preziosissimi documenti, da custodire gelosamente fino alla fine dello stage sono composti di:

1. un foglio di qualche pagina da compilare in ogni sua parte, possibilmente con l’aiuto dell’azienda. Questo foglio andrà firmato e riportato 7 giorni prima dell’inizio del vostro stage e sarà valido solo se ci saranno tre firme: la vostra e quelle di tutor aziendale e tutor accademico. Chi sono costoro? Il primo è il folle che ha deciso di assumervi come stagisti e sarà il vostro responsabile, capo, mentore o guru. Il secondo è un professore che garantisce per voi e l’Università. Sarete voi a dover elemosinare la firma del vostro docente preferito o di chi per lui che sarà solitamente ben felice di accontentarvi e di dimenticarsi di voi dopo nemmeno 2 ore. Su questa pagina i documenti che spiegano lungamente tutte queste annose pratiche;

2. il foglio ore, che vi servirà per segnare i vostri turni e conteggiare le ore che vi hanno visti impegnati a lavorare o diventare esperti in fotocopie;

3. il modulo per la conclusione anticipata dello stage, che vi permetterà di concludere in anticipo i vostri compiti e scappare via il più lontano possibile;

4. il modulo per la conclusione posticipata, che si rivolge ai più coraggiosi e folli, ai temerari e agli autolesionisti;

5. una lettera di valutazione, dove il vostro tutor aziendale dirà quanto siete stati bravi e preparati e quanto bene avete imparato a utilizzare la fotocopiatrice dell’ufficio.

Una volta finito, prima di riconsegnare tutto all’Ufficio Orientamento, dovrete tornare dal vostro smemorato tutor universitario per permettergli di firmare il registro, in modo da concedervi di ricevere i tanto agognati CFU. Questo famigerato registro, che per i più diviene impossibile da trovare (perché il vostro prof ha altro a cui pensare, e voi e il vostro stage siete solo un’impiccio in più), si trova nell’ufficio del tutorato: una stanzetta talmente nascosta che l’hanno adoperata come nascondiglio della Pietra Filosofale. Ma noi che siamo chiacchieroni vi sveleremo le coordinate esatte. Entate in Università dall’ingresso principale (che per noi studenti non è quello del Polo Zanotto, ma quello del chiostro) e svoltate a destra addentrandovi tra le aule di lingue; sulla vostra sinistra apparirà magicamente un corridoio con tanti oblò, voi proseguite senza fermarvi a guardare il mondo, prendete l’ascensore di fronte a voi e salite fino al terzo piano. Una volta fuori dall’ascensore, in fondo sulla destra troverete quel magico ufficio (all’interno del quale, tra l’altro, c’è anche la presidenza). Quindi, una volta scoperto il posto, trascinate il vostro riluttante tutor a seguirvi fin lassù e fategli firmare il registro.

Non appena avrete tutti i documenti correte all’Ufficio Orientamento e liberatevi di tutte queste cartacce!

Se non siete ancora debilitati dallo stress, vuol dire che ce l’avete fatta! Complimenti!

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