Dai sextoys ai sexbot: l’avvento delle bambole-robot sessuali

«I’m your slave, I’m your worker. We are programmed just to do anything you wants us
to. We are the robots!»
«Mi accontenterei di te pure se fossi un clone, anzi mi sa che questa qua è la soluzione. Ti clonerò, ti clonerò perché so che così ti avrò tutta per me!»

Molto probabilmente molti di voi durante la lettura di queste brevi strofe avranno sorriso nel riconoscere che la prima appartiene a The Robots dei Kraftwerk, uno dei gruppi capisaldi della musica elettronica tedesca anni Settanta e Ottanta, e la seconda a Ti clonerò di Caparezza.
Due noti pezzi musicali che, pur essendo legati a contesti storico sociali distanti quarant’anni uno dall’altro, annunciano l’inevitabile avvento e coinvolgimento degli automi sia nella sfera lavorativa che in quella affettivo-sessuale di noi esseri umani.
Un tema che negli ultimi anni è stato affrontato non solamente da musicisti e da letterati, ma soprattutto da drammaturghi, sceneggiatori e registi. Basti pensare ai due film usciti di recente, ovvero a Ex Machina di Alex Garland e a Her di Spike Jonze, che in pochissimo tempo hanno riscosso un notevole successo, oltre ad aver ricevuto innumerevoli critiche da parte degli spettatori.
Sappiate, miei cari lettori, che molto di quello che avete letto sui libri fantascientifici o visto nei film è già stato creato e sta gettando pian piano le basi per immettersi nella nostra quotidianità. Continua a leggere

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Recensione Trash: Il ragazzo che entrò dalla finestra e si infilò nel mio letto

Il ragazzo che entrò dalla finestra e si infilò nel mio letto non è il riassunto dell’impresa di uno stalker intraprendente, bensì il titolo del libro trash che ho deciso di recensire. Il romanzo di Kirsty Moseley però non è solamente pessimo, ma anche offensivo.
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Il nostro 2018: meno paura, più impegno

Cari amici vi scrivo: eccoci qui, sopravvissuti (quasi illesi) alle vacanze natalizie, fra pranzi interminabili e regali improponibili e fatto il conto alla rovescia della notte di San Silvestro, per tutti noi è arrivato il momento di tornare rotolando alla nostra routine.

Noi tutti ci ritroviamo quindi presi di nuovo dalla frenesia, inondati da mille cose da fare e rincorrere. Ma in quanti fra noi si sono fermati a chiedersi cosa desidera da parte nostra il nuovo anno? Probabilmente non in molti. Allora forse è venuto il momento di domandarselo: cosa si aspetta il 2018 da noi?

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Ricetta porridge

Ciò che spaventa di più del ritorno delle vacanze non è tanto la sveglia del lunedì mattina, quanto cercare di entrare di nuovo nei pantaloni, e convincersi che sarà semplice tirare su la cerniera.
Un recente studio dell’Università di Verona ha infatti confermato che durante le festività natalizie contegno e dignità svaniscono di fronte a pranzi e cene. Continua a leggere

Un pollo rosso su sfondo giallo

Il nome Mattia Labadessa è divenuto molto conosciuto negli ultimi tempi soprattutto per via di alcune dichiarazioni molto contestate. Ma non siamo qui per parlare di questo, piuttosto per presentare questo fumettista a chi ancora non lo conoscesse da vicino.

Ecco quindi le dichiarazioni di Mattia Labadessa in merito al suo uomo uccello e alle sue strisce comiche durante la presentazione del suo nuovo libro Mezza fetta di limone, avvenuta lo scorso 20 novembre a La Feltrinelli di Verona. Continua a leggere

Karmafulminien: da austeri angeli custodi a sarcastici figli di Puttini

Miei cari lettori, sinceramente, come ve lo immaginate il vostro ipotetico angelo custode? Probabilmente ve lo raffigurerete come un essere etereo, puro, affascinante, sereno, senza sesso, con l’aureola dorata, con le ali candide, con una tunica bianca, pulita, stirata e profumata.              Un’impeccabile figura celeste che vi segue a comando come un cagnolino e che come una crocerossina o uno psicologo – a seconda del gusto personale di ciascuno – risolve la maggior parte dei vostri problemi psicofisici e interpersonali. O mi sbaglio?! Continua a leggere

La lettura ai tempi di YouTube

Viviamo in tempi critici per la cultura. Tempi in cui biblioteche e librerie si fanno sempre meno affollate, in cui l’editoria degrada e i new media evolvono ogni giorno, mettendo la carta stampata in ombra. Sono tempi in cui il numero di lettori crolla di anno in anno (in Italia anche di milioni alla volta), spingendoci a vivere con gli occhi incollati a uno schermo. Ma la tecnologia viene davvero solo per nuocere? Per fortuna, la risposta è no, e ne sono prova gli insider amanti del caro vecchio formato cartaceo, che hanno fatto di un social esteso come YouTube il loro campo di gioco: i BookTubers.

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