Agire insieme

Siamo tutti più o meno consapevoli, come studenti, della realtà in cui viviamo. L’università – i corsi e la costante relazione con chi abbiamo intorno, spesso persone diverse, plurali e con idee divergenti – ci spinge per forza di cose alla flessibilità mentale. Eppure non dobbiamo compiere un errore classico che spesso coinvolge le persone che fanno questo tipo di esperienze.

È difficile distinguere la sottile linea rossa che passa tra la consapevolezza di avere un grado di agonismo mentale più alto della media e la convinzione che i nostri ragionamenti siano sempre nel giusto. Tutti noi abbiamo, in qualità di studenti, fatto esperienza di come questo concetto sia vero proprio nelle persone che ci guidano tutti i giorni. I professori universitari sono i primi piagati dalla tendenza a cadere in questo cavillo mentale. Sappiamo quanto sia imbarazzante vedere un professore ergersi nelle sue convinzioni e credere di avere l’autorità di mettere a tacere gli studenti. Da questa generale considerazione nasce, quindi, il mio invito a tutti i lettori della Gallina Ubriaca: siate irriverenti, siate spiritosi, ma, nello spirito della goliardia, non fatevi accecare dai vostri ragionamenti. Perché le discussioni migliori sono quelle che nascono dopo quattro ombre da un euro ciascuna? Perché non siamo così interessati a difendere le nostre opinioni, quanto ad ascoltare quello che l’altro ha da dire. Potrebbe sembrare un invito all’alcolismo, ma, mi duole sottolinearlo, è un invito alla discussione aperta. Quanto ci si può sentire liberi nel parlare apertamente con i propri pari? Non credo vi sia momento di libertà più alto. Momenti che il sottoscritto vive settimanalmente durante le riunioni di questa redazione. Fatevelo dire da uno studente della magistrale: se in classe formate il vostro sapere, con i compagni di corso formate il vostro spirito libero. Ancor meglio se questo spirito è indirizzato all’azione: scrivere articoli, partecipare a seminari, organizzare banchetti informativi. Fate cose e fate cose insieme.

Luca Ortolani

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